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Gli archeologi hanno trovato una reliquia della Grande Muraglia cinese nella provincia di Hebei, nel montuoso nord del Paese. La reliquia nella città di Wu’an presenta strutture e progetti simili ai 19 siti della Grande Muraglia trovati nella stessa area nel 2007, suggerendo che appartengano allo stesso sistema di difesa.

La fortificazione si estende per circa 300 metri nella zona montuosa, con altitudini tra i 1.592 e i 1.625 metri, ha spiegato Xinhua Jia Mingtian, un’archeologa del dipartimento. A causa di anni di abbandono, la struttura centrale delle pareti ha subìto gravi danni, mentre le pareti sono relativamente ben conservate. Inoltre, anche resti di fori di drenaggio e piattaforme di difesa sono stati scoperti nello stesso sito.

 

Cimeli del passato

Oltre a quelli che sono diventati siti turistici, molti di questi cimeli sono poco conosciuti, nascosti tra montagne remote, dove affrontano la minaccia dell’erosione naturale.

A novembre, i funzionari cinesi hanno fatto ricorso ai droni per cercare di fermare la distruzione di questo punto iconico. Tra le minacce vi sono le piante invasive, come i letti di malerbe, che stanno danneggiando il muro in vari punti: circa il 30% del muro “si sta sgretolando in rovina“, mentre le autorità tentano di recuperarlo.

La Cina sta utilizzando i droni per mappare e misurare le aree più minacciate dalla vegetazione, fornendo dati precisi già utilizzati nel processo di ripristino del muro. Sulla base dei dati raccolti dai droni, i ricercatori possono costruire strutture di supporto per le sezioni più vulnerabili.

La Grande Muraglia, simbolo della Cina, è costituita da molte mura interconnesse costruite tra il terzo secolo a.C. e la dinastia Ming, al fine di preservare il Paese dagli attacchi degli invasori del nord. Nel 1987, è stato considerato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.