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L’anno nuovo per Apple è iniziato nei peggiori dei modi ovvero un pesante tonfo in borsa causato dalle dichiarazioni fatte dall’amministratore delegato, Tim Cook. Al centro del discorso c’era l’abbassamento delle previsioni sui guadagni del primo trimestre del 2019, un abbassamento di ben 9 miliardi di dollari. Le motivazioni per tale previsioni sono molteplici, ma il punto è che gli investitori non hanno preso benissimo la situazione.

In pochissimo tempo il titolo è sceso del 10% tanto che sono stati bruciati 455 miliardi di dollari. Il valore di ogni singola azione è sceso a 142,19 dollari che il prezzo più basso da luglio 2017 mentre a livello di caduta del valore è pari a quanto successo nel gennaio 2013, esattamente 6 anni fa. Prima del quarto trimestre dell’anno scorso il valore delle azioni era sopra i 230 dollari quindi finora ha perso il 30%.

Non è più la prima compagnia al mondo

Questa perdita di valore ha fatto arretrare Apple nelle classifica delle compagnie dopo che quest’estate aveva raggiunto il valore record in assoluto di mille miliardi. Al momento invece si ritrova dietro ad Alphabet, la società dietro a Google per intenderci, con i suoi 700 miliardi di dollari.

I problemi elencati da Tim Cook si possono riassumere con una stagnazione nel mercato per cui i consumatori preferiscono non aggiornare più annualmente lo smartphone, la guerra commerciale con la Cina che ha reso quel mercato quasi irraggiungibile (prima era uno di quelli chiave con il 15% delle vendite degli iPhone) e il cambio sfavorevole del dollaro.

Come detto, l’anno è iniziato e se adesso dopo due giorni dal crollo il valore di Apple si è un attimo ripreso dovrà comunque stare attenta ad ogni azione.