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Il 28 dicembre scorso si è celebrato il 406esimo anniversario dalla prima volta che Nettuno è stato osservato. Una scoperta fatta da Galileo, anche se fu lui stesso a catalogare erroneamente questo pianeta come una stella. 

Una serie di disegni realizzati da Galileo sono la prova di come riuscì a scoprire di Nettuno nel 1612 e, ancora una volta, di come tornò a decifrarlo il 27 gennaio 1613. Entrambe le volte, però, era convinto che fosse una stella fissa quando apparve tra le lune di Giove nel cielo notturno. 

La storia rivela che si è creduto per molto tempo di come Nettuno fosse una stella blu e fissa. Quindi, non è stata attribuita a Galileo questa scoperta. Inoltre, la sua dimensione vista in un piccolo telescopio, chiaramente, lo faceva assomigliare a un pianeta. 

 

La storia di Nettuno e di come apparve in origine

L’astronomo italiano decifrò anche le quattro maggiori lune di Giove, i satelliti galileiani, ovvero Europa, Io, Ganimede e Callisto. 

In aggiunta, anni fa, si credeva che Nettuno si muovesse troppo lentamente. Quindi, le sue  dimensioni, apparentemente piccole e il modo in cui appariva nei telescopi, ha contribuito a definirlo come un pianeta. 

David Jamieson, astronomo presso l’Università di Melbourne, è convinto che ci sono prove che Galileo, in realtà, sapesse che c’era qualcosa di strano in questa stella.

Tuttavia, non vi è alcuna prova che abbia pubblicato qualcosa del genere o che abbia provato nuove osservazioni. Tanto che, fino al 1846, con l’aiuto dei più moderni telescopi, Nettuno era già stato decretato come un pianeta