virgin branson belize

Chi non conosce il Great Blue Hole al largo delle coste del Belize? Una splendida dolina marina, circondata dall’atollo di Lightouse Reef, e che con la sua profondità, rende il centro dell’atollo di un intenso blu. Il Great Blue Hole, fa parte della Belize Barrier Reef, riconosciuta patrimonio dell’Unesco. Dopo la visita al suo interno nel 1971, Jacques Cousteau la dichiarò uno dei dieci siti più interessanti per le immersioni.

Ma che cosa si trova oggi sui fondali del Great Blue Hole? Di certo quello che vi ha trovato Richard Branson, non era quello che si aspettava di vedere scendendo li sotto.

Il ricco fondatore del Virgin Group, ha infatti recentemente esplorato questa grande dolina marina, con un sommergibile, accompagnato dagli esperti e dai registi di Discovery.

 

Il racconto dell’immersione su Instagram

Branson ha postato su Instagram alcuni video dell’immersione, in cui racconta emozionato gli attimi precedenti all’immersione e le sue impressioni appena uscito dall’acqua. Nel suo blog ha scritto che quella di Virgin è la “prima immersione sommergibile al fondo del Blue Hole sulla Mesoamerican Reef, la seconda più grande rete di barriera corallina del mondo.”

Nel suo video su Instagram, Branson ha dichiarato di aver osservato alcuni granchi morti, scivolati sul fondo della dolina, dove si trova uno strato di idrogeno solforato che rende quasi del tutto assente l’ossigeno.

 

Che cosa si trova sul fondo della dolina marina

Sul fondo del Grand blue Hole però, il magnate di Virgin non ha trovato nessuna creatura leggendaria o mostro marino. “I veri mostri che hanno a che fare con l’oceano sono i cambiamenti climatici e la plastica”, così ha dichiarato Branson, “è molto triste aver trovato sul fondo della dolina delle bottiglie di plastica. È un vero flagello per l’oceano”. Purtroppo infatti, anche in questo paradiso, lontano 100 Km dalla costa, è arrivata la plastica, l’inquinamento, l’uomo.

Non c’è molto da stupirsi visto che dei sacchetti di plastica persino sul fondo della fossa delle Marianne, a quasi 11 Km di profondità.

Quello che Branson si è augurato è quindi una maggior consapevolezza di quello che stiamo facendo al pianeta: “Speriamo che con questo viaggio in corso abbiamo aumentato la consapevolezza della necessità di proteggere l’oceano e affrontare il cambiamento climatico ora, prima che sia troppo tardi”.