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All’inizio si pensava che Ultima Thule fosse costituito da due oggetti distinti, soprannominati per l’appunto Ultima e Thule, formatesi da una nube rotante di piccoli corpi ghiacciati. Ma ora che lo conosciamo meglio, grazie alla sonda New Horizons, sembra che 2014 MU69 (questo è il suo vero nome), diventerà una cometa, qualora dovesse entrare nel sistema solare interno.

New Horizons ha raggiunto il corpo celeste 2014 MU69, proprio a Capodanno, trasformandolo da un puntino nei rilevatori ad un pupazzo di neve alto 33 km, dai toni rossastri. Il colore rosso probabilmente, è dato a questo corpo celeste, dalle toline, proprio come avviene sulla superficie di Caronte.

 

Le immagini inviate da New Horizons

Le prime 3 settimane di lavoro, sono servite per elaborare tutti i dati inviati dalla sonda da questo remoto mondo ai confini del Sistema Solare. Questa elaborazione ci ha permesso di ammirare il lontanissimo Ultima Thule e di capire la sua forma e la sua struttura. Durante il passaggio ravvicinato infatti, la distanza tra sonda e 2014 MU69, è passata da 500 mila km a 28 mila, ovvero il 94%.

Attraverso lo studio dei dati trasmessi da New Horizons, i ricercatori hanno quindi potuto apprendere molti dettagli su questo corpo celeste. Hanno inoltre stabilito che Ultima Thule sta ruotando, esattamente come avviene per le altre comete che conosciamo.

Dall’analisi delle immagini delle varie comete fotografate nel corso degli anni dai veicoli spaziali, sono stati identificati due tipi di comete: quelle con singolo nucleo e quelle con nucleo binario di contatto. Ultima Thule, sembra appartenere a questa seconda categoria.

Questa potrebbe quindi essere la prima volta che una cometa vien fotografata prima di sviluppare la sua coda e prima che abbia perso alcuni dei suoi composti volatili.

 

Le comete con nucleo binario di contatto

Tra le comete a due lobi fotografate durante la loro attività vi sono la cometa di Halley e la cometa di Hartley 2. La prima fu fotografata dalla missione Giotto dell’ESA e si rivelò piuttosto attiva. La cometa di Hartley fu fotografata dalla Deep Impact nel 2010, che rivelò una cometa con due lobi uniti da un collo liscio e con notevoli differenze di gas e riflettività nei due lobi.

Il collo liscio di queste comete è comune nei sistemi binari che hanno origine nella fascia di Kuiper ed è dovuto all’accumulo di materiale ghiacciato. Ma per avere maggiori informazioni al riguardo, bisognerà aspettare le ulteriori analisi dei dati che New Horizons ha raccolto nel suo passaggio accanto ad Ultima Thule.

 

Ultima Thule, la cometa fotografata prima di nascere

Nelle comete i lati rivolti verso il Sole si riscaldano ed evaporano per primi. Più tempo passano vicino al sole quindi e più velocemente evaporano. Ma per gli oggetti che ancora si trovano nella fascia di Kuiper come Ultima Thule, l’evaporazione è trascurabile. Per questo motivo in queste comete i materiali ghiacciati e volatili sono ancora molto abbondanti.

Con il suo aspetto a due lobi, un collo liscio e riflettente, Ultima Thule sembra proprio essere una cometa ancora congelata, trovandosi lontanissima dal Sole. Che ha sinora lasciato intatti i suoi ghiacci. Si potrebbe quindi trattare della prima cometa trovata intatta nel suo luogo di origine: la fascia di Kuiper.