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Nonostante molti studi scientifici cerchino di dimostrare la mancanza di una correlazione tra eclissi lunari ed eventi geofisici, durante la scorsa eclissi le superstizioni legate a questi fenomeni sembrano aver avuto la meglio. Durante la Super Blood Wolf Moon di Lunedì 21 Gennaio, si sono verificati ben sei terremoti negli Stati Uniti: quattro in Alaska, uno in Oklahoma e l’ultimo in California.

Si sonno verificati tra le 4:49 di Lunedì (GMT) e le 8:33 (GMT). Il più forte ha misurato una magnitudo di 4,7, mentre in Oklahoma, a 20 chilometri a sud-est ddi Helena, e il California, a poco meno di 5 chilometri ad est di Chester, si è registrata un’intensità tra 3,6 e 3,3. È noto che l’altezza delle maree dipende dal ciclo lunare e che le eclissi avvengano esclusivamente durante le fasi di Luna piena, di conseguenza durante l’evento di Lunedì scorso le maree erano, come è naturale che sia, più alte.

 

Ancora una volta l’eclissi di Luna

La United States Geological Survey nonostante abbia confermato che l’eventualità che si verifichi un terremoto possa essere tra volte più probabile durante le alte maree ha affermato che tale probabilità rimane molto bassa. “Bisogna fermarsi e rendersi conto che la probabilità di fondo, in generale, è molto bassa in un dato luogo e anno, quindi l’innalzamento di questa piccola probabilità di un fattore 3 durante le alte maree risulta essere ancora una probabilità molto piccola“.

I terremoti sono il risultato dello stress tra le faglie che, accumulando un eccessiva quantità di energia, può causare la liberazione di essa sotto forma di onde sismiche. La British Geological Survey (BGS) ha spiegato che diverse indagini hanno dimostrato che non c’è alcun rapporto di causa e effetto tra maree e terremoti ma una minima correlazione: “Applicare uno stress aggiuntivo ad un sistema di faglie vicino al massimo livello di energia può causare la rottura e produrre un terremoto.” La BGS ha concluso: “È possibile che il sollevamento derivante dalle maree della Terra possa ridurre le normali tensioni che tengono insieme le faglie“.