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Che su Marte sia presente dell’acqua ormai non è una novità e le ultime scoperte stanno continuando a sottolineare questo aspetto. Il passo successivo è capire se i bacini d’acqua, per lo meno quelli ancora non ghiacciati e quindi presenti nel sottosuolo del pianeta rosso, sia dei luoghi pieni di vita. La scoperta fatta da un gruppo di ricercatori italiani con a capo Francesco Salese ha individuato 5 nuovi laghi che potrebbe soddisfare i requisiti per ospitare la vita.

In totale la scoperta è di 24 siti distinti e questo è stato possibile grazie ai dati raccolti da un paio di strumenti di proprietà dell’Agenzia Spaziale Europea, ovvero il Mars Express, e della NASA, ovvero il Mars Reconnaissance Orbiter. Tutti si trovano nell’emisfero nord del pianeta e i siti apparentemente risalgono ben a 3,5 miliardi di anni fa.

 

Questione di minerali

Questi laghi sono situati in profondità, circa a 4000 metri, e se così non fosse sarebbero già stati individuati tempo fa come giacimenti di ghiaccio e non di acqua allo stato liquido. Di questi, come detto, cinque presenterebbero una composizione di minerali adatti alla vita o almeno è quello che suggerisce il ricercatore capo prendendo come analogia il cratere McLaughin: “Smectiti ricche di magnesio, serpentino e minerali di ferro-idrato. Per gli astrobiologi questo significa un sito ad alta priorità.”

Grazie all’avanzamento tecnologico si sta scoprendo sempre più cose del pianeta rosso. Riuscire ad individuare la presenza di bacini idrici ad una tale profondità non è cosa semplice e fine a pochi anni fa non si poteva fare. “Finora più modelli avevano ipotizzato la presenza di acqua nascosta nel sottosuolo marziano, ma adesso ne abbiamo la prima evidenza geologica.