clima strage stelle marine

Alcune specie di stelle marine, tra cui la stella marina girasole, hanno iniziato a morire e a scomparire dalle coste di 48 Paesi del Nord America, dall’Alaska al golfo del Messico, nel 2013.

A provocare questa epidemia di massa, una malattia devastante che fa la sua comparsa con piccole lesioni biancastre sulla stella. L’infezione porta poi a quella che sembra uno scioglimento della stella, divorata dalla malattia dall’interno.

 

La ricerca del dottor Harvell, spinta da un piccolo gesto d’amore per la Terra

A studiare questo fenomeno per trovarvi una soluzione, è il dott. Drew Harvell, professore di ecologia e biologia evolutiva alla Cornell University, ed è molto curioso il modo in cui ha deciso di occuparsene.

Qualche tempo fa infatti il dott. Harvell ha ricevuto una lettera, da quattro ragazzi americani, in una busta contenente 400 $. Tanto era infatti il piccolo contributo personale dei ragazzi per finanziare la ricerca, seriamente preoccupati per il destino delle stelle marine.

“Ho ricevuto 400 $ per posta da un gruppo di studenti dell’Arkansas. Questi giovani erano così sconvolti dal pensiero che le stelle marine scomparissero dagli oceani, che hanno fatto questa raccolta di fondi per aiutarci nella nostra analisi. Nessuno ha chiesto loro di farlo, l’hanno semplicemente fatto “.

Spinto da questo meraviglioso gesto il dott. Harvell ha deciso di finanziare la ricerca di tasca sua e si è presto aggiunto anche un altro finanziatore, di cui però non si conosce il nome.

Il dott. Harvell nella sua ricerca ha dimostrato una relazione tra la malattia delle stelle marine e l’innalzamento della temperatura dell’acqua nell’oceano.

 

The Blob, la massa d’acqua calda seminatrice di morte

Nel 2013 infatti, quando le stelle hanno iniziato a morire in massa, si era osservato un ampio aumento della temperatura delle acque nell’Oceano Pacifico. Un fenomeno dovuto al movimento di una grande massa d’acqua più calda, soprannominata The Blob. Questa anomalia si è protratta fino al 2015, provocando grandi danni alla vita marina.

La massa di acqua calda non ha però provocato il riscaldamento delle acque lungo le coste in maniere uniforme, ma bensì ad ondate.

Il dott. Harvell ed i suoi colleghi, hanno utilizzato studi precedenti sulle popolazioni di stelle marine girasole e campioni prelevati dalla pavimentazione oceanica raccolti dalla National Oceanic and Atmospheric Administration. Il loro scopo era quello di osservare se ci fosse una relazione tra i cambiamenti di temperatura delle acque e lo svilupparsi della malattia, con conseguenti variazioni significative nel numero di individui di stelle marine.

 

La stella marina girasole, una specie persa?

I ricercatori hanno infatti scelto di utilizzare la stella marina girasole per le indagini, in quanto non solo molto colpita, ma anche molto studiata in precedenza. Gli studiosi hanno quindi avuto a disposizione molti dati su questa specie, sia prima, che durante e dopo l’epidemia.

Studiando le stelle marine girasole, Harvell ha raggiunto come risultato un evidente relazione tra aumento di temperatura e morte delle stelle marine. I risultati mostrano infatti che i picchi dell’epidemia corrispondevano alle ondate di aumento della temperatura dovute a The Blob. Allo spostamento della massa d’acqua calda, seguiva quindi una scia di morte per le stelle girasole.

Questo studio dimostra quindi una stretta relazione tra aumento delle temperature e morte delle stelle marine, se pur non sia ancora dimostrato che ne sia la causa diretta. L’ipotesi che fanno gli studiosi è che l’aumento della temperatura possa in qualche modo risvegliare un virus che si trova latente nelle stelle marine.

 

Il riscaldamento globale ucciderà il Pianeta?

Una cosa è comunque certa, l’aumento delle temperature atmosferiche e delle acque è in relazione con molti eventi catastrofici ed epidemie tra gli animali. Ad esempio ha portato al diffondersi di un fungo che ha messo a dura prova le popolazioni di rane e rospi in tutto il mondo. Per non parlare poi della ben nota e triste situazione della Grande Barriera Corallina australiana distrutta, per i due terzi, dalle acque calde e acide.

La soluzione migliore quindi, per le stelle marine, i coralli e per noi stessi, è quella di cercare di porre rimedio a quanto abbiamo fatto di male al nostro pianeta.