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Allo stato attuale delle cose, la maggior parte del ghiaccio che si scioglie dai territori dell’Antartide e dalla circolo polare artico si trova semplicemente ancora ad altro ghiaccio. Detto questo ci sono anche delle zone, soprattutto in Groenlandia, dove questo fenomeno sta liberando nuovi pezzi di terreno. Ovviamente questo scioglimento sta stravolgendo il delicato ecosistema, ma i locali sono riusciti almeno a trarne qualcosa di positivo.

Il ghiaccio si ritira e lascia al suo posto una grande quantità di sedimenti, per lo più sabbia e ghiaia. Queste due sostanze assolutamente comuni sono anche però alla base del settore edilizio. Da qui è nata l’idea di iniziare a sfruttare questi nuovi pezzi di terra, ma con le dovute precauzioni in quanto ci sono comunque dei pericoli o almeno è quello che suggerisce uno studio in merito.

 

Promesse e pericoli dello sfruttamento della sabbia in Groenlandia

I fiordi costieri di questa particolare isola abitata solamente da 56.000 abitanti si stanno riempiendo di sedimenti dovuti alla ritirata del ghiacci. La nuova idea è diventata quella di prelevarli è rivenderli, ma questo potrebbe risultare in un rischio soprattutto a livello del settore ittico. Si tratta comunque di processi di scavo invasivi che potrebbero ulteriormente danneggiare l’ecosistema.

Detto questo i vantaggi economici potrebbe essere veramente rilevanti. Nel 2017 la domanda di sabbia a livello globale era di 9,55 miliardi di tonnellate che a livello monetario si è tradotto in un giro d’affari di ben 99,5 miliardi di dollari. Si calcola che entro il 2100 questo giro potrebbe raggiungere i 481 miliardi di dollari, un aumento che non è basato solamente su un aumento della domanda, ma anche da un aumento dei prezzi.