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Nell’immediato futuro potrebbero nascere dei problemi causati da un consumo sbagliato degli antibiotici. L’uso massiccio di quest’ultimi anche quando non necessario legato anche la fatto che spesso e volentieri non si finisce il ciclo consigliato sta portando alla nascita di superbatteri sempre più resistenti. Medicinali in grado di combatterli esistono, ma sono pochi e non risultano sempre utili. Ovviamente da questo ne consegue che ci sono molte ricerche impegnate a cercare una soluzione valida.

Uno studio recente sembra aver trovato un aiuto in merito tra gli insetti che potrebbe sembrare strano quando in realtà può essere vista come la naturale evoluzione. La maggior parte degli antibiotici prodotti sono stati sviluppati in base ai batteri presenti nel terreno. La nuova ricerca invece sta proponendo di studiare i microbi presenti sempre nel terreno, ma in quelle molecole di quest’ultimo che gli insetti si portano in giro.

 

Un micro-ecosistema complesso

In quelle piccolissime porzioni di terreno attaccate al corpo di questi organismi c’è un ecosistema composto da una moltitudine di microbi che combattono tra loro per la supremazia. Nel fare questo producono naturalmente dei composti che possono essere interpretati come degli antibiotici naturali. L’idea è di sfruttare queste secrezioni al fine di renderle adatte all’uomo.

Ecco una dichiarazione del team dietro lo studio: “Sono necessarie nuove terapie per contrastare la resistenza, ma nessuna nuova classe antimicrobica è stata approvata clinicamente in oltre tre decenni. L’estrema diversità degli insetti presenta un potenziale inutilizzato per la scoperta di farmaci da parte delle loro altrettanto diverse comunità microbiche.” Finora sono già stati ottenuti dei successi tanto che è già stato presentato il primo antibiotico: il cuphomycin.