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Da qualche tempo negli Stati Uniti sta succedendo qualcosa strano nel settore delle trasfusioni di sangue. Partendo col fatto che la regolamentazione in merito è profondamente diversa rispetto a quella italiana. Secondo un bollettino rilasciato dalla Food and Drug Adiministration ci sono diverse nuove cliniche che stanno proponendo trasfusioni di sangue, ma soprattutto plasma, proveniente da pazienti giovani destinati a pazienti anziani; se la questione finisse qui non ci sarebbe niente di anomalo, ma il punto è un altro.

Queste trasfusioni vengono pubblicizzate proprio per il fatto di essere “young blood” in grado di trattare con successo pazienti con il morbo di Parkinson, Alzheimer, sclerosi multipla o disturbo da stress post-traumatico. In poche parole viene spacciato quasi come una cura miracolosa e trattamento anti-età e le trasfusioni vengono fatte senza un reale bisogno/ mancanza di queste due sostanza, sangue e plasma.

 

Rimedi d’altri tempi

Ecco una dichiarazione della FDA: “Non vi è alcun comprovato beneficio clinico dell’infusione di plasma da giovani donatori per curare, mitigare, trattare o prevenire queste condizioni e vi sono rischi associati all’uso di qualsiasi prodotto al plasma. Siamo preoccupati che alcuni pazienti vengano sfruttati da attori senza scrupoli che reclamizzano trattamenti di plasma da giovani donatori come cure e rimedi.”

A peggiorare ulteriormente il quadro, incredible che si possa, le trasfusioni di plasma possono portare a diversi effetti collaterali. Da un aumento del rischio di semplici infezioni a problemi di allergia, respiratori e anche cardiovascolari dovuti alla natura stessa del plasma. Considerato questo tali trasfusioni dovrebbero venir fatte solo se necessarie.