rygu hayabusa 2 atterraggio

La sonda Hayabusa 2 ce l’ha fatta, l‘atterraggio sul piccolo asteroide Ryugu è avvenuto con successo , alle 23:30 GMT di ieri, giovedì 21 Febbraio. La sonda in quel momento ha trasmesso i dati che mostravano cambiamenti di velocità e direzione, indicando che aveva raggiunto la superficie dell’asteroide, secondo quanto indicato dalla Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA). Hayabusa 2 è atterrata con successo sull’asteroide in accelerazione, a 300 milioni di chilometri dalla Terra, mentre tentava di compiere un’audace manovra per raccogliere campioni dell’asteroide da riportare sulla Terra nel 2020.

Chi ha seguito in diretta l’evento sul webcast della JAXA, ha potuto osservare i membri dello staff in trepidante attesa davanti ai monitor, che sono poi esplosi in un fragoroso applauso al momento del touchdown.

 

Un momento davvero emozionante per tutto lo staff della missione Hayabusa

Yuichi Tsuda, responsabile del progetto Hayabusa 2, ha dichiarato: “Abbiamo realizzato un touchdown di successo, mentre abbiamo anche sparato il proiettile” per raccogliere i campioni di roccia da Ryugu. “Abbiamo realizzato il touchdown ideale nelle migliori condizioni”.

La portavoce della JAXA, Chisato Ikuta, ha detto che il centro di controllo “ha ricevuto dati che mostrano che la sonda funziona normalmente ed è in buona salute. Gli scienziati stanno continuando a raccogliere e analizzare i dati provenienti da Hayabusa 2”.

 

Atterraggio e sparo del proiettile, il successo di Hayabusa

La sonda ha infatti sparato un proiettile all’asteroide Ryugu per sollevare la materia superficiale, raccoglierla nel suo cono, uno strumento chiamato Sampler Horn che pende dal suo ventre, e portarla poi sulla Terra per l’analisi. In tutto effettuerà tre lanci di proiettile e cercherà di raccogliere almeno 10 g di campione ad ogni lancio. Si pensa che l’asteroide contenga quantità relativamente grandi di materia organica e acqua risalenti a circa 4,6 miliardi di anni fa, quando nacque il sistema solare. Makoto Yoshikawa, manager della missione, ha affermato che “la complicata procedura ha richiesto meno tempo del previsto ed è avvenuta senza intoppi”.

Tutti i campioni che raccoglierà Hayabusa, saranno gelosamente conservati al suo interno, fino al suo rientro sulla Terra. Nel 2020, dopo un viaggio di oltre tre miliardi di miglia, Hayabusa 2 raggiungerà il suo sito di atterraggio a Woomera, nel sud dell’Australia.

 

Hayabusa porterà sulla Terra materiale antico quanto il sistema solare

Il materiale simile a quello di cui è composto Ryugu, cade sulla Terra con i meteoriti, ma si deforma e si brucia mentre attraversa l’atmosfera e si contamina rapidamente cadendo nel terreno. Il materiale che porterà sulla Terra Hayabusa 2 , mostrerà agli scienziati come sono i meteoriti prima che si lancino sulla Terra.

Rimane quindi ancora molto lavoro da fare per il team JAXA al lavoro sulla missione Hayabusa. Neanche il tempo di continuare a festeggiare l’atterraggio che il team di ricercatori si è nuovamente messo a lavoro, analizzando i dati che la sonda invia continuamente.