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Mentre la sonda InSight della NASA passeggia solitaria su Marte e Chang’e-4 lo fa sulla Luna in orbita all’asteroide Ryugu c’era la sonda giapponese Hayabusa2 impegnata in un processo alquanto complicato quanto importante per l’intera missione. Dopo il successo del momentaneo tocco della superficie del pezzo di roccia spaziale infatti si è passati ad altro ovvero alla raccolta di un campione di materiale così da riportarlo sulla Terra per analizzarlo.

Questo processo è stato portato a termine, ma con un metodo strano e all’apparenza semplice. Il problema è che mancava il controllo diretto da parte del quartier generale in quanto i messaggi impiegavano 20 minuti tra andare e tornare tra i due punti. Nonostante questo sono riusciti e la navicella è tornata in sicurezza in orbita intorno all’oggetto.

 

Sparare all’asteroide

Per riuscire nell’intento la sonda ha sostanzialmente sparato contro l’asteroide così facendo ha creato una nuvola di polvere la quale è stata prelevata. Ecco una dichiarazione di Yuichi Tsuda, direttore della missione in questione:  “Abbiamo realizzato un touchdown di successo, tra cui sparare un proiettile. Abbiamo realizzato il touchdown ideale nelle migliori condizioni. Sono davvero sollevato ora. Ci è voluto molto tempo fino al momento in cui è avvenuto il touchdown.”

Anche se questa volta è andato tutto come previsto, Hayabusa2 dovrà ripetere l’operazione ben tre volte, sparo e successiva raccolta, prima di poter ritornare effettivamente verso il nostro pianeta. Aver funzionato la prima volta ha dato sicuramente fiducia all’interno team il quale aspetterà con ansia il ritorno previsto per il 2020.