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Gli scienziati dell’università di Glasgow, in Scozia, sono attualmente alla ricerca di un metodo per deviare la rotta di Apophis 99942. L’asteroide con più probabilità di colpire la Terra nei prossimi anni.

La famosa roccia spaziale ha un diametro di circa 400 metri. Essa è vicina all’orbita terreste e continua a rappresentare una minaccia distruttiva per il nostro pianeta.

 

Le previsioni della NASA

Secondo le prime osservazioni dell’agenzia spaziale americana effettuate nel 2004, la possibilità che Apophis potesse colpire la Terra nel 2029 erano del 2,7%. Con l’avanzare degli anni però le probabilità sono diminuite fino al 2013, quando le osservazioni effettuate tra il 15 Aprile e il 6 Maggio hanno portato ad escludere la possibilità di un impatto.

Gli scienziati tuttavia non hanno smesso di preoccuparsi, continuando a preparasi al peggio. Massimiliano Vasile, dell’Università di Glasgow, ha rivelato nel 2009: “Stiamo parlando di salvare la vita sulla Terra. Un asteroide come Apophis ha la capacità di spazzare via una grossa quantità di persone e città. Al momento, dobbiamo prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di un impatto“.

 

La teoria di Jay Melosh

Un gruppo di scienziati scozzesi ha perlustrato i letti dei fiumi locali alla ricerca di frammenti di asteroide al fine di effettuare dei test in laboratorio. Questi prevedevano l’uso di un laser per verificare una teoria avanzata dal teorico geofisico americano Jay Melosh.

Un decennio fa il fisico ha ipotizzato: “Nello spazio, useremmo uno specchio come una lente d’ingrandimento. Colpendo l’asteroide, iniziamo a vaporizzare parte del materiale e, mentre si vaporizza, l’asteroide viene spinto dall’altra parte“. Concludendo: “Tutto ciò che dobbiamo fare è cambiare la velocità dell’asteroide di un centimetro al secondo. Quella piccola spinta durante l’anno lo spingerà fuori da una rotta di collisione e salverà la Terra“.

Purtroppo il team non è riuscito a recuperare frammenti di asteroidi ma hanno dovuto eseguire l’esperimento su una roccia comune. Come risultato il laser ha rotto i frammenti supportando la teoria di Melosh.