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I terremoti glaciali sono il risultato di forti scosse sismiche che si verificano nei punti in cui i ghiacciai si muovono più velocemente di un chilometro all’anno. In Groenlandia questi terremoti si verificano maggiormente tra Luglio e Settembre ma sono ogni anno più frequenti a causa del riscaldamento globale.

Nel 2002 gli scienziati hanno osservato una delle conseguenze di questi fenomeni. La piattaforma di ghiaccio Larsen B, la cui superficie misurava oltre 3000 chilometri quadrati, si è scheggiata ed è collassata in poco più di un mese.

 

L’intervento della NASA

I glaciologi dell’agenzia spaziale statunitense hanno recentemente studiato questi terremoti per capire in che modo il riscaldamento globale influenzi il ghiaccio.

Il professore Douglas MacAyeal si è occupato dello studio registrando migliaia di terremoti a notte. Ha spiegato che i criosismi si verificano quando il ghiaccio si riforma dopo lo scioglimento del ghiaccio nelle ore più calde.

Grazie all’utilizzo dei sismografi il professore sperava di poter comprendere il ruolo dei terremoti. Insieme ad un team dell’Università di Chicago, ha registrato le onde sismiche per due mesi durante la stagione di fusione.

Il team ha osservato due località sulla piattaforma di ghiaccio McMurdo. Una era più secca mentre l’altra più melmosa, ma entrambe si scioglievano e rigeneravano. La seconda, quella più umida è risultata essere maggiormente attiva durante la notte.

Il professore MacAyeal ha spiegato: “In questi stagni, c’è spesso uno strato di ghiaccio sopra l’acqua sciolta sotto, come in un lago che è congelato solamente sulla parte superiore. Mentre la temperatura si raffredda durante la notte, il ghiaccio superiore e l’acqua sottostante si espandono quando subiscono il congelamento. Questo deforma il coperchio superiore, finché non si rompe definitivamente con uno scatto”.

Ciò spiega perchè i terremoti avvengono meno frequentemente durante i periodi più freddi dell’anno. Lo studio può infine aiutare a comprendere meglio i processi di fusione delle piattaforme di ghiaccio e a misurare attentamente i livelli di scioglimento del circolo polare antartico.