L’inquinamento atmosferico è un grosso problema che le grandi città devono affrontare tutto l’anno e in alcuni periodi dell’anno ancora di più a seconda della zona in cui ci si trova. Facendo esempi senza andare troppo lontani, la Pianura Padana in estate si trova spesso ad affrontare quantità di particelle inquinanti elevate a causa della scarsa pioggia e della particolarità che presenta proprio la pianura ovvero essere chiusa da quasi tutti i lati dalle montagne.

Se Milano e l’intera città metropolitana deve affrontare un certo ammontare di questo tipo di inquinamento, città ancora più grosse sono costrette a vivere in condizioni peggiori. Un esempio in questo caso può essere Seoul ovvero la capitale della Corea del Sud. La pioggia sopracitata aiuta a disperdere gli inquinanti e quando manca questo non succede. Nel tentativo di smettere di essere dipendenti da questo normale, ma a volte latitante fenomeno meteorologico il presidente Moon Jae-in ha annunciato di essere intenzionato ad introdurre della pioggia artificiale.

 

Imitare la natura

L’idea è nota come Cloud seeding e si basa sull’uso di alcune sostanze chimiche specifiche le quali rilasciate nell’aria dagli aerei favoriscono la formazione di gocce d’acqua le quali ingloberanno gli inquinanti per poi cadere a terra. Un esperimento è stato condotto a gennaio, ma è fallito in quanto sono necessarie comunque delle condizioni particolari come un tipo specifico di nuvole.

Il paese continuerà con gli esperimenti ed ad aiutarla ci sarà la Cina la quale aveva prodotto qualcosa di simile durante le Olimpiadi di Pechino e anche perché parte dell’inquinamento arriva proprio da questo paese. L’obiettivo sarà far piovere sopra il Mar Giallo e la speranza è che ci riescano così che anche altri paesi possano beneficiare di tale tecnologia, anche se c’è un ma. Gli scienziati stanno ancora studiando questo fenomeno e stanno cercando di capire fino a che punto sfruttare la pioggia in tal senso possa risultare utile.