La prima protesi della storia, è un alluce che ha oltre 3.000 anni, ed è stata trovata sul piede della mummia di una donna. La scoperta è avvenuta nel sito di Sheikh’ Abd el-Qurna, a ovest di Luxor, in Egitto. Si tratta di un preziosissimo manufatto che sta svelando importanti informazione sulla medicina dell’Antico Egitto.

 

Una protesi finemente lavorata e più volte adattata alle esigenze della donna

Questa antica protesi in legno è un autentico capolavoro di scultura, e consentì alla donna non solo di vivere con un alluce “reale”, ma anche di giungere al mondo dei morti con il corpo “integro”. Secondo l’antica religione Egizia, la conservazione del corpo era infatti una condizione fondamentale per ottenere la vita eterna. L’alluce ebbe quindi per la donna, una funzione cruciale nella percezione del proprio corpo durante la fase del trapasso.

I ricercatori hanno eseguito sull’alluce delle indagini con l’utilizzo dei raggi X. Queste analisi hanno consentito di comprendere come la protesi fu rimodellata più volte, adattandola alle esigenze della sua indossatrice. Non sapremo mai perché questa donna avesse perso il suo alluce, ma di certo ci teneva molto che la protesi fosse perfetta, e questo è dimostrato dalle numerose modifiche e ritocchi fatti alla protesi.

La mummia a cui appartiene la protesi dell’alluce, era con ogni probabilità la figlia di un sacerdote, una posizione sociale elevatissima per l’epoca.

 

Un reperto prezioso dell’Età del Ferro

Nell’articolo relativo allo studio, pubblicato sul sito dell’Università di Basilea, si legge che “Il piede artificiale testimonia le competenze dell’artigiano e la sua familiarità con la fisionomia umana. La maestria tecnica si nota particolarmente nella mobilità dell’estensione protesica e nella robusta struttura delle cinghie”.

La protesi risale all’Età del Ferro ed è stata trovata in una tomba nella vecchia cappella sepolcrale presso la cima del santuario di Abd el-Qurna. Attualmente si trova al Museo Egizio del Cairo. Secondo i ricercatori, la cappella faceva parte di un gruppo di tombe in pietra, costruite per le famiglie di elevata classe sociale, vicine alla famiglia reale. La tomba è stata purtroppo saccheggiata prima della sua scoperta da parte degli archeologi. Tuttavia i reperti che vi sono stati trovati e la stessa tomba, stanno aiutando gli archeologi a ricostruire la vita comune della persone che utilizzavano questi antichissimi manufatti.

Le fotografie sono state realizzate da Matjaž Kačičnik per l’università di Basilea.