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I ricercatori della NASA sono riusciti per la prima volta a catturare l’interazione delle onde d’urto proprio quando due aerei supersonici hanno rotto la barriera del suono. Lo ha riportato la stessa agenzia statunitense in una nota. “Non ci saremmo mai sognati (che le immagini) sarebbero state così chiare, così belle“, ha detto JT Heineck, del Centro di ricerca Ames della NASA.

Le immagini sono il prodotto di oltre 10 anni di sviluppo di una tecnologia in grado di catturare onde supersoniche, un obiettivo su cui si sono concentrati ingegneri e fisici della direzione della Missione di ricerca aeronautica della NASA. “Sono estasiato per come sono venute fuori queste immagini“, ha detto Heineck, riferendosi alla tecnica fotografica aria-aria in volo, l’unica del suo genere che ha superato le aspettative dei suoi creatori. “Con questo sistema aggiornato, abbiamo migliorato, di un ordine di grandezza, sia la velocità che la qualità delle nostre immagini rispetto alla ricerca precedente“, ha aggiunto il principale scienziato del gruppo che ha sviluppato tale tecnologia.

 

Chi sono i protagonisti delle immagini

Le immagini rilasciate dalla NASA sono state catturate durante i voli supersonici (che superano in genere la barriera del suono) che sono state fatte al Centro di ricerca di volo Armstrong della NASA in California.

La tecnologia è unica nel suo genere perché è in grado di catturare immagini di alta qualità che mostrano onde d’urto (cambiamenti di pressione che si verificano quando un aereo vola più veloce della velocità del suono). Vale a dire, i velivoli “tagliano” lo spazio attraverso il quale viaggiano, il che genera un suono forte e pesante che può essere sentito sulla terra.

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L’importanza della ricerca sulle onde d’urto prodotte dagli aerei supersonici è che, sapendo come sono e come agiscono, sarà possibile migliorare i progetti degli aerei in modo che non producano i rumori forti che hanno causato restrizioni attuali i voli supersonici.

(In queste immagini) stiamo vedendo un livello di dettagli fisici che non credo nessuno abbia mai visto prima“, ha dichiarato Dan Banks, ingegnere della NASA. “Guardando i dati per la prima volta, penso che le cose funzionino meglio di quanto avessimo immaginato. Questo è un grande passo“, aggiunge.