milky way star

Un team di ricercatori dell’università del Michigan ha condotto un’affascinante studio utilizzando le osservazioni di uno dei due telescopi Magellano che si trovano in Cile, ed i dati della missione GAIA dell’ESA. In questa ricerca che coinvolge buchi neri e stelle iperveloci, gli scienziati hanno ricostruito la traiettoria di una stella massiccia iperveloce. A quanto pare questa stella, chiamata Lamost-Hvs1, non è partita dal centro della nostra galassia come si era creduto. Si pensava infatti che che potesse essere stata accelerata dal buco nero supermassiccio Sagittarius A*, che si trova proprio al centro della Via Lattea. Ma secondo quest’ultima ricerca sembrerebbe che sia stata espulsa dal disco stellare.

 

Le stelle massicce iperveloci

Lamost-Hvs1 è una stella massiccia iperveloce scoperta nel 2014. Si tratta della più vicina al Sole tra le stelle di questo tipo. Le stelle iperveloci sono state scoperte dagli astronomi nel 2005 e al momento ne sono state individuate meno di una trentina. Si tratta di stelle che si muovono a velocità che vanno oltre i 500 km/s. Più del doppio della velocità media delle altre stelle della Via Lattea, che si aggira attorno ai 200 km/s.

Secondo gli astronomi a rendere così veloci queste stelle sarebbe, nella maggior parte dei casi, la prorompente forza del buco nero supermassico presente al centro della nostra galassia, Sagittarius A*. Ad esempio, se un sistema di stelle binarie dovesse passare accanto a questo buco nero, potrebbe afferrarne una ed ingoiarla, strappandola dalla sua orbita attorno all’altra stella che verrebbe di conseguenza fiondata fuori dalla galassia ad una enorme velocità. Questo è il modo in cui, secondo i modelli computerizzati, nascono le stelle iperveloci. Ma questo nuovo studio mette di nuovo tutto in discussione, proponendo uno scenario diverso.

 

La lunga strada di Lamost-Hvs1, la stella evasa dalla Via Lattea

Grazie ai dati raccolti da GAIA e Magellano, i ricercatori sono riusciti a determinare la velocità e la distanza percorsa da Lamost-Hvs1. Gli astronomi sono stati in grado di risalire quindi al percorso compiuto dalla stella nello spazio, ottenendo dei risultati stupefacenti. Al contrario di ciò che si credeva, il viaggio della stella nono è iniziato al centro della via Lattea, dove si trova Sagittarius A*, ma è stata espulsa dal disco stellare della galassia. Come ha affermato Kohei Hattori, ricercatore post-dottorato dell’università del Michigan e primo autore dell’articolo: “Pensavamo che Lamost-Hvs1 venisse dal centro galattico, ma osservando la sua traiettoria, è chiaro che non è così”.

Secondo la coautrice dello studio, Monica Velluri, anche lei ricercatrice all’università del Michigan, questa è una scoperta che “cambia la nostra visione sull’origine delle stelle iperveloci. Il fatto che il percorso di questa stella massiccia velocissima origini dal disco stellare, e non dal centro della Via Lattea, indica che gli ambienti estremi necessari per l’espulsione di queste stelle possono essere presenti anche in luoghi diversi da quelli attorno ai buchi neri supermassicci. Rendere una stella iperveloce richiede moltissima energia, che di solito viene prodotta proprio in questi ambienti”.

 

Due ipotesi per un evento anomalo

Secondo i ricercatori le ipotesi per cui la stella possa essere stata espulsa, senza l’intervento di Sagittarius, sono due. La prima è che l’espulsione potrebbe essere il risultato dell’incontro di Lamost-Hvs1 con altre stelle massicce. Ma, sebbene stelle veloci espulse da stelle massicce multiple siano già state osservate, non può essere questo il caso. Le stelle espulse da stelle massicce, non sono infatti iperveloci, ma hanno generalmente velocità comprese tra i 10 e i 40 km al secondo.

La seconda ipotesi, invece, chiama in causa un altro buco nero, certo non uno supermassiccio come Sagittarius,ma un buco nero di massa intermedia. Si pensa infatti che ce ne siano all’interno di alcuni ammassi stellari nel disco stellare.

L’unico dubbio riguardo a questa ipotesi è che Lamost-Hvs1 ha iniziato il suo viaggio partendo dal braccio della Norma, conosciuto anche come braccio del Cigno. Si tratta di uno dei due bracci minori della Via Lattea, dove finora non sono stati mai individuati degli ammassi stellari. Ma forse non li abbiamo ancora semplicemente scovati. Magari si celano dietro la polvere del disco. Di sicuro questa potrebbe forse essere un’opportunità per scoprire un buco nero di massa intermedia nel disco della Via Lattea.