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Come sappiamo, o forse no, gli astronauti che passano diverso tempo nello spazio subiscono dei cambiamenti al proprio corpo. Alcuni di questi cambiamenti sono visibili ad occhio nudo come nel famoso caso dei due gemelli una volta identici mentre altri risultano essere più nascosti come le modifiche che avvengono al cervello. Agli esperti in materia era anche già noto che il sistema umanitario si indeboliva, ma un nuovo studio condotto dalla NASA ha sottolineato anche qualcosa di più specifico.

Apparentemente i test condotti finora hanno dimostrato che i virus herpes dormienti si attivano con un’incidenza maggiore degli astronauti che passano più di 60 giorni orbita; lo stesso viaggio tra la Terra e la Stazione Spaziale Internazionale risulta coprire un ruolo importante in questo fenomeno. Una delle scoperte ha messo in luce che l’urina e la saliva degli astronauti mostravano più tracce di tali virus dopo un viaggio spaziale rispetto a prima della partenza.

 

I problemi dello spazio

Ecco una dichiarazione di Satish Mehta, autore dello studio in questione: “Durante il volo spaziale c’è un aumento della secrezione di ormoni dello stress come il cortisolo e l’adrenalina, che sono noti per sopprimere il sistema immunitario. In linea con questo, scopriamo che le cellule immunitarie dell’astronauta, in particolare quelle che normalmente sopprimono ed eliminano i virus, diventano meno efficaci durante il volo spaziale e talvolta fino a 60 giorni dopo.

Queste scoperte come detto non sono nuove, almeno nell’aspetto generale. La preoccupazioni in merito non è tanto per la salute di questi professionisti nel breve, relativamente parlando, tempo che passano in orbita, ma piuttosto per i futuri viaggi spaziali più lunghi con equipaggio, come quelli che dovrebbero puntare a Marte.