Un grande asteroide è esploso nell’atmosfera terrestre, rilasciando un enorme quantitativo di energia. L’esplosione è avvenuta a Dicembre 2018, ma nessuno l’ha notata. Nonostante la forte esplosione, nessuno si è accorto di niente, poiché è avvenuta sul Mare di Bering, al largo della Penisola della Kamchatka, tra Russia ed Alaska. La NASA, afferma che l’esplosione dovrebbe essersi verificata il 18 Dicembre scorso ed è la seconda più grande degli ultimi 30 anni.

 

Un’esplosione in sordina: lo schianto sopra l’oceano

Soltanto ora emergono i dettagli dello schianto dell’asteroide nella nostra atmosfera. Secondo i dati si sarebbe trattato di un asteroide 10 metri di diametro ed una massa di 1.400 tonnellate. La roccia spaziale ha attraversato la nostra atmosfera ad una velocità di 32 km/s con una traiettoria di 7°. Ed è esplosa a circa 25 km sopra la superficie terrestre, alle 12:00 del 18 Dicembre, ora locale. L’esplosione nell’atmosfera ha sviluppato un energia d’impatto di 173 kilotoni.

Secondo Lindley Johnson, responsabile della difesa planetaria della NASA, un’esplosione di tale entità si verifica in media soltanto 2-3 volte nell’arco di 100 anni. Secondo Johnson, l’esplosione non è avvenuta troppo lontano da quelle che sono le rotte commerciali dei voli tra tra Nord America e Asia. I ricercatori sono quindi alla ricerca di notizie tramite le compagnie aeree. Stanno al momento controllando se, i piloti o gli equipaggi, abbiano notato qualcosa riguardo la meteora.

 

Uno dei tre impatti più forti dell’era moderna

Si tratta del terzo impatto più grande dell’era moderna, dopo l’enorme esplosione di Tunguska, che si è verificata in Siberia nel 1908, e quello di Chelyabinsk. La grande quantità di energia è stata rilevata dalle stazioni a infrasuoni del mondo, che hanno registrato onde acustiche a bassa frequenza. Questo tipo di stazioni furono create durante la guerra fredda per rilevare eventuali esplosioni nucleari. Registrano quindi immediatamente qualsiasi impatto o grande rilascio di energia.

L’esplosione è stata rilevata da alcuni satelliti militari e l’Aeronautica Militare americana ha subito provveduto ad avvertire NASA dell’accaduto. Kelly Fast, direttore del programma per le osservazioni dei Near-Earth Objects (NEO), ha dichiarato che si è trattato di un esplosione che ha rilasciato circa il 40% dell’energia rilasciata a Chelyabinsk. Ma l’esplosione, essendosi verificata sul Mare di Bering, non ha prodotto effetti così devastanti e non ha quindi suscitato lo stesso interesse mediatico. Secondo Fast, “questa è un’altra cosa che abbiamo in nostra difesa: c’è molta acqua sul pianeta”.

 

La necessità di un migliore sistema di monitoraggio

Quest’esplosione, avvenuta a Dicembre e passata in sordina, dimostra che che asteroidi così grandi possono entrare in collisione con la Terra senza preavviso e senza e ci ricorda che è necessario un monitoraggio maggiore, in modo da evitare conseguenze che potrebbero essere catastrofiche per la vita sul nostro Pianeta.

Sono molti i gruppi di scienziati che monitorano il cielo alla ricerca di asteroidi e NEO. Anche la NASA ricevette, nel 2005, l’incarico di individuare almeno il 90% dei NEO di dimensioni pari o superiori ai 140 m, entro il 2020. Ma secondo gli scienziati saranno necessari almeno altri 30 anni per portare a termine questo mastodontico lavoro. Secondo gli esperti sarebbero necessari osservatori spaziali e telescopi sulla Terra dedicati a questo scopo, al fine di riuscire a monitorare gli asteroidi potenzialmente pericolosi, entro brevi termini.

Al momento è in sviluppo un telescopio chiamato NEOCam, che potrebbe essere lanciato nello spazio per tracciare e valutare gli asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra.