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Il laboratorio orbitante sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è abitato da equipaggi di scienziati che vivono lì per molti mesi prima di essere sostituiti e questo mette a dura prova non solo la loro condizione fisica e mentale, ma anche e soprattutto la loro igiene quotidiana.

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Un problema molto comune

Gli astronauti sono “veicoli” per una vasta gamma di microrganismi. Recenti ricerche hanno rivelato che i batteri portati dagli esseri umani sulla ISS sono in certo senso “mutanti“, costituendo un potenziale rischio per i futuri astronauti, anche se i ricercatori stanno testando un nuovo rivestimento antimicrobico che potrebbe aiutare a gestire meglio la situazione.

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I ricercatori rendono noti i test di un nuovo rivestimento, costituito di argento e rutenio. Elementi come l’argento hanno dimostrato la capacità di uccidere i microrganismi con grande efficienza, tant’è vero che bobine in argento sono utilizzate per molte applicazioni anche piuttosto ordinarie, come il raffreddamento ad acqua, al fine di impedire la crescita dei batteri.

Una nuova arma contro i batteri: AGXX

Il rivestimento, chiamato “AGXX“, è stato testato su una delle superfici più sporche della Stazione Spaziale Internazionale: la porta del bagno. I test sono stati eseguiti dopo che il rivestimento è stato applicato per diversi mesi e i risultati sembrano promettenti. “Dopo 6 mesi di utilizzo sulla Stazione, non è stata riscontrata la presenza di batteri sulle superfici trattate“, ha detto la professoressa Elisabeth Grohmann, autrice dello studio.

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I test sono stati eseguiti ancora una volta per un periodo tra i 12 e i 19 mesi e mentre alcuni batteri sono riusciti a sopravvivere nel lungo periodo, circa l’80% dei batteri sembrano essere stati eliminati. I ricercatori attribuiscono questo margine di inefficacia alla formazione di materiale microscopico sulle superfici che impediva ai batteri di entrare in contatto diretto con la superficie trattata.

 

La speranza è di rendere meno stressante il viaggio

Nel periodo di esposizione prolungato alcuni batteri sono sfuggiti all’azione dell’AGXX“, afferma Grohmann. “I materiali di prova antimicrobici consistono in superfici statiche, dove cellule morte, particelle di polvere e altri detriti possono accumularsi nel tempo e interferire con il contatto diretto tra la superficie e i batteri“.

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Questo lavoro è particolarmente importante perchè contribuisce ad eliminare un fattore di stress che gli astronauti devono sopportare durante la loro permanenza a bordo della Stazione Spaziale. Bruschi cambiamenti nella vita quotidiana possono infatti ridurre l’efficacia del sistema immunitario umano e volare nello spazio è una delle esperienze più stressanti che una persona possa vivere.