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Google ha annunciato alla GDC 2019 Stadia, la piattaforma basata sulla tecnologia cloud che trasmette i giochi da un data center remoto a quasi tutti i dispositivi: laptop, telefoni, tablet, PC, Mac, Chromebook e TV con Chromecast. Tutto il processo di elaborazione dei dati è relegato ad un hardware esterno al sito, il che significa che ci sarà poco stress sull’hardware locale; è necessaria solo una stabile connessione internet.

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È un concetto tecnologicamente molto complesso, che promette molto bene, come conferma il portale Gamespot.com: ad esempio, Assassin’s Creed Odyssey e Doom (2016) sono stati provati sul palco della GDC, ma mentre tutto sembrava andare come si deve, i più attenti non hanno potuto fare a meno di notare una mancanza significativa.

 

Il lag è il problema principale

Ci sono molte variabili in gioco oltre alla connessione internet e in particolare le versioni provate sono le prime giocabili in condizioni stabili. La visualizzazione del tempo di risposta è infatti un fattore che non si può non tenere in considerazione durante la dimostrazione pratica ed è un aspetto importante, specialmente per un’esperienza da PC.

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Il lag è stato il punto più critico durante la prova di Doom ed era evidente quando si muoveva il mouse per mirare. Il reticolo di mira si trascinerebbe dietro in ritardo anche i movimenti più leggeri del mouse e per un gioco come Doom (uno sparatutto in prima persona iperveloce dove il puntamento di precisione è fondamentale) questo può essere un vero problema.

 

L’esperienza è stata tutto sommato positiva

Sembra però che giocare tramite controller abbia attenuato l’inconveniente della velocità e della precisione e abbia reso il lag un po’ meno destabilizzante, ma non risolvendo del tutto la questione. Dal punto di vista della mera esperienza videoludica, il gioco ha funzionato a un frame-rate costante utilizzando impostazioni medio-alte con un’adeguata qualità dell’immagine complessiva.

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È stato provato anche Assassin’s Creed Odyssey su Stadia. Ovviamente, Odyssey non ha la stessa “frenesia” di Doom, quindi l’esperienza è stata convertita decisamente meglio sulla piattaforma di Google. Il gioco aveva una qualità visiva decente, ma è da tenere presente che la prova è avvenuta su televisori di grandi dimensioni, che non sono lo standard per l’esperienza di gioco.

 

Un controller dedicato

Google offrirà anche il proprio controller per Stadia, integrato da Google Assistant, la sua tecnologia di intelligenza artificiale controllata dalla voce; gli sviluppatori assicurano tra l’altro che saranno in grado di incorporare questa funzionalità anche nei loro giochi. Inoltre, Stadia avrà uno streaming continuo che rivoluzionerà il modo di giocare in multiplayer.

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In definitiva, se Google riuscisse a migliorare alcune delle criticità riscontrate, in particolare i problemi di lag, Stadia potrebbe essere un pericoloso concorrente delle console di colossi come Microsoft e Sony. Ma indipendentemente da ciò, la combinazione di accessibilità e praticità potrebbe fare di questo servizio un solido punto di partenza, ma lo scopriremo solo quando Stadia verrà lanciato, nel corso del 2019.