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Anche se continuiamo a progettare di colonizzare Marte entro i prossimi 50 anni, sappiamo bene che è un pianeta inospitale per la vita. Un pianeta arido, sferzato da tempeste di sabbia e preso di mira dalle tempeste solari, dato che non è protetto da atmosfera. E l’unica acqua che vi è presente, si trova sotto forma di ghiaccio nelle calotte polari.

Ma potrebbe non essere sempre stato così. Sempre maggiori sono infatti le prove che Marte in passato sia stato molto più ospitale per la vita umana. Secondo gli scienziati sul pianeta rosso scorrevano un tempo ampi fiumi, ed erano massicci, il doppio di quelli presenti sulla Terra.

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Marte: un pianeta abitabile con grandi fiumi

A raccontare il passato vivibile di Marte è Edwin Kite, primo autore dell’articolo pubblicato su Science Advances e professore all’Università di Chicago. Secondo lui è stato sorprendente scoprire che Marte abbia ospitato enormi fiumi e dei laghi. Sopratutto perché, è il sole a far funzionare i cicli dell’acqua e a mantenere i pianeti abbastanza caldi da permettere all’acqua di mantenersi liquida. Ma il Pianeta Rosso che ospitava acqua era lontano dal giovane Sole, questo rende ancora più sorprendente il fatto che su Marte ci fosse acqua allo stato liquido.

Kite ritiene che la comprensione di come Marte sia passato dall’essere un pianeta abitabile al diventare un posto inospitale, sia fondamentale per la comprensione di come i pianeti mantengano le condizioni che li rendono abitabili. Come ha detto Kite “negli ultimi dieci anni, le prove di ambienti abitabili al di fuori della Terra sono diventate inequivocabili”. E la nuova storia di Marte emersa con queste ultime osservazioni, potrebbe svelare se esistono delle regole che definiscono l’evoluzione di un pianeta.

Secondo i ricercatori Marte era coperto di fiumi circa 3,4 miliardi di anni fa. Questo significa che esistevano nel momento in cui il Pianeta Rosso iniziava a perdere la sua atmosfera e ad asciugarsi. Nello stesso tempo, hanno però continuato a mantenersi le precipitazioni, che hanno permesso all’acqua di continuare ad esistere nella forma liquida e hai fiumi di perdurare per un certo tempo.

 

I grandi fiumi di Marte, una storia scritta nella sua superficie immutata nel tempo

Questo antico passato “acquoso” di Marte, i ricercatori lo hanno letto nei sedimenti di quelli che sono i letti degli antichi fiumi e laghi. Grazie alle immagini dei canali e dei delta dei fiumi, scattate dal Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA, i ricercatori hanno potuto calcolare l’intensità del flusso del fiume. Anche se alcuni canali sono troppo erosi per essere misurati, centinaia di altri sono ben conservati. Questo perché, fortunatamente per i ricercatori, l’erosione su Marte è molto lenta attualmente, ed il pianeta non è tettonicamento attivo.

I ricercatori hanno osservato anche che nonostante ci fossero grandi fiumi, non vi erano però dei laghi perenni, solo alcune pozze stagionali. Ciò che ha permesso di scoprire il passato umido di Marte, è la sua topografia che è pressoché rimasta invariata nel tempo. L’unica grande differenza tra la sua topografia passata e quella attuale è che alcuni dei suoi vulcani sono ora più alti.

Ma che cosa è successo a tutta l’acqua del Pianeta Rosso? I ricercatori non hanno ancora la risposta a questa domanda, ma secondo Kite potrebbe essere sfuggita sotto forma di anidride carbonica atmosferica nello spazio o evaporata a causa del riscaldamento.