Il lavoro non è di certo una delle attività più piacevoli che svolgiamo durante la giornata, ma per alcuni di noi è una vera e propria agonia. Esistono infatti alcuni segnali a cui prestare particolarmente attenzione, prima di ritrovarci a soffrire di stress da lavoro. Una condizione che provoca notevoli disagi dal punto di vista psicofisico e che nuoce alla nostra salute.

Secondo gli studi effettuati dal Jeffrey Pfeffer, professore di comportamento organizzativo alla Stanford University, circa l’8% delle spese sanitarie negli USA sono causate da stress lavorativo. Una condizione che conduce a circa 120.000 decessi all’anno.

È quindi molto importante prestare attenzione ai segnali che il corpo ci invia, al fine di riconoscere quanto lo stress da lavoro influisca sulla nostra salute, prima che sia troppo tardi.

La psicoloa clinica Monique Reynolds, del Center for Anxiety and Behavior Change, indica come uno dei principali campanelli d’allarme, l’insonnia. Quando le notti di insonnia, correlate al lavoro ed ai pensieri che ci dà, diventano troppo frequenti, significa che soffriamo di stress da lavoro. La Raynolds ha affermato: “Spesso, la prima cosa che sentiamo è il racconto delle notti insonni. I pazienti non riescono a dormire per via dei pensieri che affollano la mente, oppure interrompono il ciclo del sonno svegliandosi nel cuore della notte a causa dei pensieri”.

Un altro elemento a cui prestare attenzione è l’emicrania, soprattutto quando gli episodi si verificano durante gli orari di lavoro. Il nostro corpo, per un meccanismo di difesa, tende ad irrigidire i muscoli e la tensione cronica o prolungata dei muscoli del collo, della testa e delle spalle, può provocare emicrania o cefalea.

Inoltre quando il lavoro è un problema per noi, il corpo lo vive come una situazione di stress che provoca nel cervello una risposta specifica che comporta il rilascio di adrenalina ed altri ormoni collegati con lo stress. Se lo stress è prolungato e continuo, il nostro sistema nervoso si troverà sempre in agitazione e, come afferma la Reynolds “siamo costantemente sulle spine, pronti a reagire di fronte al capo o a un collega antipatico”.

L’aumento dello stress a causa del lavoro inoltre, può peggiorare dei problemi mentali già esistenti. Ad esempio una persona molto ansiosa, vedrà peggiorare la sua ansia fino a livelli clinici, se lavora in un ambiente eccessivamente negativo.

In genere queste situazioni si verificano quando ci sentiamo messi sotto pressione dai colleghi, ma soprattutto dal nostro capo, come dimostra un’analisi del 2012. In questo studio, condotto su 279 persone, fu messo in evidenza un collegamento tra i disturbi manifestati dai dipendenti e il senso di ingiustizia percepito. Tra i disturbi riportati dai partecipanti allo studio vi erano depressione e disturbi alimentari.

Lo psicologo Kevin Kelloway, della St.Mary University, specializzato in psicologia applicata alla salute occupazionale ha indicato infatti un trattamento ingiusto sul lavoro come causa di stress eccessivo. Kelloway afferma che quando si viene trattati ingiustamente si soffre particolarmente in quanto a venir attaccata è la dignità personale., in quanto il messaggio che ci arriva è quello di non meritarci un trattamento giusto o quantomeno simile a quello che viene riservato ai colleghi.

Inoltre numerosi studi hanno dimostrato una correlazione tra lo stress cronico e l’abbassamento del sistema immunitario. Lo stress provocato dal lavoro può quindi portarci ad ammalarci più spesso.

Inevitabilmente i problemi sul lavoro si ripercuotono anche sulla nostra vita privata. Tra le varie problematiche che si possono riscontrare vi è anche il calo del desiderio sessuale. Negli uomini infatti, lo stress provoca una riduzione dei livelli di testosterone, portando ad un calo del desiderio sessuale. Stessa cosa avviene per le donne che si trovano a dover combattere tra lo stress del lavoro e degli impegni personali e domestici.

Secondo Pfeffer e Kelloway, tra gli altri effetti che lo stress da lavoro può avere sul nostro corpo vi sono spossatezza cronica e disturbi a carico dell’apparato digerente come indigestione, gonfiore e costipazione. Condizioni spesso provate in momenti in cui si pensa al lavoro come qualcosa che non si vuole affrontare, ad esempio la domenica sera o il lunedì mattina. A subire cambiamenti è anche il nostro appetito: secondo l’Harvard Health Letter, se lo stress è prolungato le ghiandole surrenali rilasciano più cortisolo, provocando così l’aumento del senso di fame, che spesso cerchiamo di soddisfare con cibi zuccherati che influiscono positivamente sullo stress, ma che possono essere dannosi sulla salute se consumati eccessivamente. I cosiddetti “comfort food” sono infatti spesso cibi zuccherati o grassi.

Ma che cosa si può fare in questi casi? Come si può combattere lo stress che ci provoca un lavoro che non ci piace o che svolgiamo in un ambiente pesante?

La prima cosa che si può fare è prendersi una pausa, soprattutto quando il corpo entra in stato di allerta a causa dello stress. In questi casi diventa necessario prendersi un periodo di riposo. Come afferma Reynolds “se non diamo al nostro sistema nervoso la possibilità di rilassarsi e ripartire, causeremo danni a lungo termine. Inoltre le amicizie esterne all’ambiente lavorativo, la meditazione e lo sport possono aiutarci a combattere i sintomi dello stress”.

Un’altra soluzione, quando ovviamente non si ha la possibilità di cambiare lavoro, è quella di applicare uno dei principi della terapia cognitivo-comportamentale, secondo cui modificando la nostra disposizione mentale, possiamo riuscire a modificare la nostra percezione negativa del lavoro e dell’ambiente lavorativo. “Ad esempio, afferma Reynolds, possiamo concentrarci sulle situazioni che possiamo controllare. Possiamo usare la consapevolezza per gestire il nostro inutile rimuginare sulla presentazione che abbiamo appena tenuto o su quello che i colleghi pensano di noi”.

Secondo Pfeffer invece, lo stress potrebbe essere in avvertimento che ci spinge a cercare un nuovo lavoro. Orari di lavoro estenuanti, precarietà e instabilità economica, la difficoltà di lavorare in un ambiente negativo o disorganizzato, assenza di autonomia, sono tutti aspetti che rendono il nostro lavoro dannoso per la nostra salute e dovrebbero spingerci a cercarne uno nuovo, piuttosto che limitarci ad affrontarli singolarmente.