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Microsoft lancia la sfida ad Apple e alle sue nuove AirPods 2, sviluppando un paio di auricolari wireless per la linea Surface. Protetti dal nome in codiceMorrison” (come il celebre frontman dei The Doors), questi auricolari sono stati concepiti con lo scopo di ridurre al minimo il rumore esterno e di integrare l’assistente vocale Cortana.

 

Microsoft Morrison: sarà questo il nome dei nuovi auricolari della casa?

La fonte di queste indiscrezioni è Brad Sams di Thurrott.com, che si è lasciato scappare qualche informazione di troppo circa i piani di Microsoft, riportando che uno degli obiettivi principali della casa è proprio quello di espandere la propria linea di cuffie Surface, passando dalle cuffie over-ear a un nuovo modello in-ear.

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Non è ancora nota una data di lancio per le nuove cuffie, ma a meno di impedimenti straordinari, c’è chi è pronto a scommettere che nel corso di quest’anno potremo vederle già all’opera. Microsoft è cronologicamente solo l’ultima azienda che sta lavorando sui propri auricolari wireless per demolire il colosso Apple, ma anche altri come Amazon e Libratone hanno fatto sapere di star lavorando su su questo tipo di cuffie.

 

Resta qualche dubbio, ma le aspettative sono alte

dubbi dei fan riguardano soprattutto il fatto che i precedenti progetti hardware audio di Microsoft, come Zune, non hanno avuto molto successo, essendo stati accolti negativamente dall’utenza. Quindi, sarebbe auspicabile un lavoro molto accurato, che potrebbe rendere necessario diverso tempo prima che la casa si tuffi nuovamente nel mondo dei device audio.

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Secondo chi ha avuto modo di provarle in prima persona, questo nuovo progetto di casa Microsoft, che tenta di fare il salto di qualità con cuffie in-ear, si mostra a prima vista molto interessante: gli auricolari sembrano di ottima fattura, come del resto tutto l’hardware made in Microsoft; la qualità del suono è sembrata essere notevole, soprattutto per quello che riguarda l’isolamento acustico. Unica nota dolente è però proprio il design, che potrebbe dividere l’utenza in quanto piuttosto “anonimo“.