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SpaceX è la compagnia fondata da Elon Musk che punta ad aiutare ad aprire un nuovo capitolo dell’esplorazione spaziale. Per riuscire in tale progetto ci sono ovviamente moltissimi step e aspetti da prendere in considerazione, ma uno di quelli su cui finora si è più concentrata è il riutilizzo dei razzi così diminuire notevolmente i costi e in parte anche l’inquinamento e lo spreco di materiali. All’inizio, com’è ovvio che sia, ci sono stati diversi fallimenti, ma ultimamente ci sono stati più successi che altro.

Settimana scorsa c’è stato il secondo lancio del Falcon Heavy il quale è stato eseguito a dovere così come la parte successiva. I razzi secondari dell’interno mezzo sono stati recuperati senza problemi e a seguire sarebbe toccato al nucleo centrale. Quest’ultimo all’inizio riuscì ad atterrare senza alcun problema sulla chiatta oceanica, ma successivamente è scivolato in acqua.

 

Problema alla chiatta e non al razzo

In realtà l’errore non è legato al pezzo centrale del Falcon Heavy, ma piuttosto della chiatta stessa. Nel viaggio di ritorno verso la terrà ferma, la piattaforma finì invece in mare aperto il quale era abbastanza agitato il quale ha fatto scivolare il pezzo fuori bordo. Tale fallimento è un peccato ancora più grande in quanto il recupero di tutte e tre i pezzi era un record per SpaceX. La prima volta, al contrario di questo giro, il pezzo centrale del primo Falcon Heavy cadde direttamente in mare e non fu possibile recuperarlo; questo a sottolineare come la tecnologia sta funzionando in ogni caso.