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Sony sta adottando regole sempre più severe riguardo i contenuti per adulti nei suoi videogiochi per PlayStation, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal questo martedì. I nuovi standard interni riflettono la crescente preoccupazione per come la figura della donna viene trasposta nei videogiochi.

L’intervento si è reso necessario anche grazie a #MeToo

La casa ha fatto questo annuncio e ha fissato delle linee guida per contrastare il fenomeno “in modo che i creatori possano offrire contenuti di qualità sulla piattaforma, così che il gioco non inibisca la crescita e lo sviluppo dei più giovani, i soggetti più a rischio“, ha detto un portavoce della società nipponica.

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I rappresentanti Sony hanno fatto sapere che la decisione è partita anche in considerazione del clamore mediatico sollevato dal movimento #MeToo, che è arrivato a coinvolgere anche l’industria dell’intrattenimento. Inoltre, la compagnia si dice anche preoccupata per quanto riguarda la propria responsabilità finanziaria: “Sony teme seriamente che la compagnia possa diventare obiettivo di azione legale“, ha detto un rappresentante della Sony al Journal.

 

La questione è molto seria e Sony si cautela

Il problema si è palesato nel 2014, quando minacce di morte e stupro sono state rivolte a donne che avevano dato inizio a “GamerGate“, una campagna online contro la critica culturale Anita Sarkeesian, della serie web Feminist Frequency, per aver condannato il modo in cui le donne vengono ritratte nei videogiochi. Sarkeesian fu infatti costretta a nascondersi e arrivò addirittura a cancellare un intervento alla Utah State University dopo che la scuola ricevette e-mail in cui si minacciava la “più micidiale sparatoria nella storia americana“, se la donna fosse apparsa ancora sul web.

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Vale la pena ricordare che la PlayStation 4 è ad oggi la console per videogiochi più famosa al mondo, con oltre 94 milioni di unità vendute in tutto il mondo; è naturale pertanto che Sony intenda prendere le distanze da questioni del genere in modo da non dar adito a problematiche ben più serie. I rappresentanti di Sony negli Stati Uniti non hanno però ancora risposto ad alcuna richiesta di commento.