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Un detto comune è che che i fulmini non colpiscono mai lo stesso posto due volte mentre quando lo fanno allora è perché si tratta di un gag di qualche film o telefilm. Uno nuovo studio sta rivisitando questa diceria è al contrario si è scoperto che spesso i fulmini riutilizzano la scia di quelli precedenti finendo proprio per colpire lo stesso punto. Questo, almeno secondo la ricerca, sembra essere dovuto a delle sacche di energie che rimangono sospese nel canale del precedente fulmine.

Per arrivare ad esprimere questa certezza un team internazionale ha raccolto numerossimi dati in merito alle onde radio emesse dai fulmini stessi concentrandosi proprio sulle sacche sopracitate. Le onde sono radio sono state importantissime in quanto hanno permesso di osservare ancora più dall’interno il fenomeno, ovvero dentro la nube e non solo la scia luminosa.

 

Fulmini ripetitivi

Come forse è più noto, il fulmine è causato da una differenza di cariche, ovvero positive e negative. All’accumulo di energia che si forma dentro la nube rispetto alla differenza col terreno causano il fenomeno, ma ci devono essere comunque altre condizioni. Il processo iniziano proprio dove non riusciamo a vedere e parte con una sacca di plasma da cui poi partono i fili luminosi che noi tutti conosciamo.

Un altro aspetto che in pochi sanno è che i raggi che si formano possono essere sia negativi che positivi e a seconda della loro natura si comportano in modo diverso. In ogni caso quando si crea abbastanza corrente il raggio scarica a terra, per farla breve, e durante il percorso si creano delle piccole fuoriuscite creando dei piccoli “aghi” caricati elettricamente che fungono da linee guida per eventuali successivi fulmini.