aurora boreale
Credit: @Juan Carlos Casado, 2016

Domenica scorsa la NASA ha condiviso una meravigliosa immagine di una straordinaria aurora boreale. Si tratta di uno scatto di 3 anni fa scelto dall’agenzia spaziale statunitense come la sua Astronomy Picture del giorno, in quanto dovrebbe farci riflettere su ciò che l’aurora boreale potrebbe rappresentare per noi.

La foto, scattata dall’astronomo Juan Carlos Casado nel 2016 in Islanda, rappresenta per la NASA l’immagine di quanto un aurora boreale potrebbe essere pericolosa per le linee e gli apparati elettrici sulla Terra.

NASA Astronomy Picture
Credit: @Juan Carlos Casado, Islanda – 2016

 

Aurora boreale: “la Bella e la Bestia”

Quando l’astronomo Casado catturò l’immagine sul lago di Thingvallavatn, la pubblicò scrivendo “ammirate la bella, ma temete la bestia” nella didascalia della sua immagine. La bella è rappresentata dall’aurora, che assume in questa fotografia, la forma di una spirale di un bel verde luminoso, incastonata tra le nuvole e con la luna sullo sfondo. Ma chi è la bestia? E perché l’aurora dovrebbe essere pericolosa? L’onda di particelle cariche che da vita allo stesso fenomeno dell’aurora, potrebbe infatti essere la bestia che ostacolerà la nostra progredita civiltà.

L’aurora boreale, che si verifica nell’atmosfera terrestre, è causata infatti dall’interazione di particelle cariche provenienti dall’interazione dei venti solari con la ionosfera terrestre. Le particelle solari eccitano gli atomi dell’atmosfera che, quando perdono la loro eccitazione emettono luce di diverse lunghezze d’onda, dando vita allo spettacolo di luci dell’aurora.

Per questo motivo quindi, una intensa aurora boreale, può essere la rappresentazione di una intensa attività solare, che può interagire e disturbare persino il campo magnetico terrestre. Un brillamento solare particolarmente intenso potrebbe produrre un vento solare tale da rilasciare un impulso così forte di particelle da arrivare ad interferire con la rete elettrica e di comunicazioni della Terra.

Nel 1859 si verificò già un evento del genere, noto come Carrington Event, in cui i fili del telegrafo iniziarono ad emettere scintille. Ma nel 2019, le comunicazioni e le linee elettriche sono decisamente diversi e di tutt’altra portata. Secondo Casado quindi se dovesse verificarsi un evento del genere, sarebbe sicuramente su “una scala mai sperimentata”.