granchio

Un antico e piccolo animale marino vissuto all’epoca dei dinosauri è stato scoperto da un team di paleontologi. Si tratta di un piccolo granchio che ricorda diversi aspetti di altri animali e per questo i ricercatori lo hanno chiamato Callichimaera perplexa, ovvero “bella chimera perplessa”. Il nome ricorda infatti la chimera degli antichi miti greci, l’essere con la testa di un leone, il corpo di una capra e la coda da serpente.

 

L’antica chimera dei mari: un piccolo granchio con gli occhi enormi

Proprio come la chimera, questo piccolo ed antico granchio sembra composto da parti di diversi animali. La sua bocca ricorda quella di un gamberetto mentre ha le chele simili a quelle di un moderno granchio rana (Ranina ranina). Il suo carapace ricorda quello delle aragoste e le sue zampe a forma di paletta sono molto simile a quelle degli antichi ed estinti scorpioni marini (gli euripteridi). Questo piccolo animaletto aveva inoltre degli occhi giganti, da cui deriva la denominazione “perplesso”, perché questo è un po’ l’aspetto che gli donano i suoi due grandi occhi tondi.

Il ritrovamento del piccolo granchio fossile è stato effettuato dal team guidato da Javier Luque, un ricercatore postdottorato delle Università di Yale e di Alberta in Canada. Il quale si è posto molte domande sull’uso che il piccolo granchio facesse dei suoi enormi occhi tondi. Secondo Luque il C. perplexa usava i suoi occhi per individuare le sue prede, dei minuscoli crostacei che catturava grazie alle sue potenti chele. Per Luque infatti si trattava di predatori attivi.

 

Nuova luce sulla genealogia dei granchi

La prima scoperta di un fossile di C. perplexa fu nel 2005 a Pesca, sulle Ande colombiane, sempre da parte di Luque, mentre cercava altri fossili per l’università. All’epoca i ricercatori furono più portati a pensare che si trattasse di un ragno o qualcosa del genere. Ma, dopo uno studio più approfondito, scoprì che si trattava di uno strano granchio quadrato.

Questo piccolo granchio è vissuto all’incirca tra i 95 ed i 90 milioni di anni fa, durante il Cretaceo. E ad oggi si conoscono più di 70 esemplari di questo crostaceo, ritrovati fossili in Wyoming ed in Marocco. I fossili fino ad ora rinvenuti rappresentano molte delle fasi vitali del granchio, vi sono infatti adulti e larve, maschi e femmine.

Il ritrovamento del C. perplexa in ambienti così lontani e diversi, indica secondo Luque, che si trattò di animali altamente adattabili. Un animale straordinario che secondo i ricercatori da vita ad un nuovo ramo evolutivo che si aggiunge all’albero genealogico dei granchi.

Oltre al suo aspetto da chimera infatti, questo piccolo granchio presenta nell’adulto delle caratteristiche proprie delle larve, come ad esempio gli occhi enormi e le chele ripiegate; il lungo corpo e la coda esposta. Secondo Luque la scoperta del C. perplexa indica quindi che i granchi hanno più volte perso e riformato il loro piani corporei nel corso della loro storia evolutiva.