I dati più recentemente trasmessi dal telescopio spaziale Hubble hanno confermato che l’universo si sta espandendo circa il 9% più velocemente del previsto. Il team della Johns Hopkins University e lo Space Telescope Science Institute, guidato dal premio Nobel Adam Riess, recuperò i primi dati in merito alla velocità di espansione del cosmo grazie ai risultati dell’osservatorio Planck dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

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Allora, gli scienziati erano preoccupati che questa variazione potesse essere dovuta ad un qualche qualche tipo di difetto negli strumenti di misurazione. Tuttavia, con le ultime ricerche, le probabilità che non si tratti di un errore crescono sempre più.

 

Il ruolo delle stelle Cefeidi

Riess ha detto: “Queste variazioni potrebbero non essere casuali“. Le osservazioni dell’osservatorio Planck si basano sullo sfondo cosmico delle microonde, un bagliore che si perpetua da 380.000 anni. I nuovi dati riportano quanto velocemente l’universo si stia espandendo. L’idea degli scienziati è che un ruolo fondamentale in tal senso lo stia svolgendo la materia oscura che “riempe” gli spazivuoti” del cosmo.

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Il nuovo studio ha utilizzato il telescopio spaziale Hubble per osservare 70 stelle chiamate Cefeidi nella grande nube di Magellano. Il ricorso alle Cefeidi come punto di riferimento non è una novità, ma raccogliere i dati richiede molto tempo. Usando Hubble, il team di ricerca ha potuto scattare rapidamente le immagini delle stelle.

 

Hubble continua a lavorare in attesa del James Webb Space Telescope

Gli scienziati hanno combinato i dati di Hubble con le misurazioni della distanza con la Grande nube di Magellano, effettuate dal “progetto Araucaria“, fornendo una nuova stima della costante di Hubble a 74 km al secondo per megaparsec con l’incertezza del 2%. L’obiettivo è di ridurre questa incertezza all’1%.

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Lo studio arriva nel ventinovesimo anniversario del lancio di Hubble e, grazie agli sforzi compiuti dagli astronauti nelle missioni di assistenza e dagli ingegneri da terra, la macchina continua a svolgere attività scientifiche estremamente utili mentre il suo successore, il James Webb Space Telescope, sta progressivamente prendendo forma.