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Gli squali sono il secondo pesce più grande al mondo. Fino ad un secolo fa, gli squali elefante lungo la costa occidentale erano centinaia o addirittura migliaia. Ma dagli agli anni ’60 sono diventati abbastanza rari, dato che spesso venivano pescati per l’olio di fegato, per il consumo e per l’alimentazione animale.

Negli anni tra il 1950 e il 1960 il dipartimento di pesca del Canada ha supervisionato un programma per eliminare questi animali che stavano interferendo con la pesca del salmone. Ma dal 2010 Heidi Dewar, una biologa presso la National Oceanic and Atmospheric Administration, ha etichettato una manciata di squali con dei radar per seguire i loro movimenti attraverso l’oceano.

 

Gli squali elefante

Questi giganti marini possono crescere fino a 9 metri di lunghezza e pesare oltre 4.500 chilogrammi. Essi spalancano le loro bocche cavernose per poter prendere quanti più possibili krill o plancton. Ma Dewar ha affermato che, dato i pochi avvistamenti negli ultimi decenni, i ricercatori non sanno molto su questa specie. Non sono in grado di ottenere informazioni sulle loro popolazioni, ne sulla loro biologia. Negli ultimi anni, la National Oceanic and Atmospheric Administration ha registrato gli squali come “specie a rischio“.

 

L’avvistamento

Lotti Keenan, ha avvistano quasi una dozzina di squali elefante mentre si trovava in una crociera per osservare le balene ad aprile. Tre di loro girarono intorno alla barca. Così Keenan ha commentato: “La loro vista ti toglie il fiato. Sapevamo che era un avvenimento raro. E le persone sulla barca urlavano per l’eccitazione: era come se fossimo ad una partita di calcio“.

Dewar ha affermato: “È troppo presto per dire se l’aumento dei numeri che stiamo vedendo quest’anno riflette una ripresa della popolazione. Ma siamo sicuramente pieni di speranza“. Anche se gli scienziati sono ottimisti per questi avvistamenti, gli squali devono ancora affrontare molte minacce, tra cui il riscaldamento degli oceani e la plastica.