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Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Environmental Research Communications, gli scienziati che stavano studiando gli alberi nella palude del Black River nel North Carolina hanno scoperto un esemplare di cipresso calvo (Taxodium distichum) risalente ad almeno 2.624 anni fa, rendendolo uno dei più antichi alberi del mondo. Questa sua veneranda età, rende l’albero addirittura più antico del Cristianesimo e dell’Impero Romano!

 

Uno dei più antichi alberi conosciuti al mondo

I ricercatori hanno scoperto l’antico cipresso mentre studiavano l’età degli alberi della palude, nel tentativo di ricostruire la storia del clima degli Stati Uniti orientali; infatti, oltre a mostrare l’età di un albero, la larghezza e il colore degli anelli degli alberi indicano quanto umido o secco fosse l’esemplare in un determinato anno.

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Il nuovo studio rivela che i cipressi calvi hanno una longevità ancora maggiore di quanto si pensasse. Oltre allo straordinariamente antico esemplare summenzionato, i ricercatori hanno trovato un cipresso antico di circa 2088 anni nella stessa palude. “In questo sito abbiamo rinvenuto e datato solo 110 cipressi calvi vivi, che sono solo una piccola parte delle decine di migliaia di alberi ancora presenti in queste zone, ma potrebbero esserci altri esemplari di cipressi calvi di oltre 2000 anni“, riportano i ricercatori.

 

Si spera che la scoperta possa incentivare la conservazione di queste specie

Secondo lo studio, gli alberi di cipresso calvo sono ora considerati la più antica specie di alberi delle zone umide conosciuta sulla Terra. Questa scoperta rende anche il cipresso calvo la quinta specie più antica di albero sulla Terra; solo i singoli alberi di ginepro della Sierra (Juniperus occidentalis), sequoie giganti (Sequoiadendron giganteum) e pini del Grande Bacino (Pinus longaeva) sono stati datati come ancora più antichi.

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La scoperta degli alberi viventi più antichi conosciuti in America settentrionale, che sono in effetti alcuni dei più antichi alberi viventi sulla Terra, fornisce un fondamentale incentivo per iniziative di conservazione privata, statale e federale di queste straordinarie forme di vita“, hanno concluso gli autori dell’incredibile scoperta.