Per la quarta volta, la Five Deeps Expedition è scesa con successo sui fondali di uno dei cinque oceani del mondo. Il team della spedizione ha portato a termine la missione per raggiungere quello che è comunemente noto come il punto più profondo del pianeta Terra: la Challenger Deep, l’estremità meridionale della Fossa delle Marianne.

 

Il record di immersione al Challenger Deep nella Fossa delle Marianne

A scendere sui fondali della Fossa delle Marianne, e stabilire il record di immersione con equipaggio, Victor Vescovo, il primo uomo ad eseguire il maggior numero di immersioni in solitaria a profondità da record. Con il suo sottomarino Limiting Factor, Vescovo è sceso ad una profondità di 10.928 metri, cioè 1,16 metri più in profondità di qualsiasi precedente immersione con equipaggio.

L’ultimo a scendere nel Challenger Deep prima di Vescovo, fu il regista James Cameron, che raggiunse la profondità di 10,908 m nel 2012, con il suo sommergibile Deepsea Challenger 2. I primi a scendere nel punto più profondo della Fossa delle Marianne furono il tenete Don Walsh e lo scienziato svizzero Jacques Piccard nel 1960. A bordo del Trieste i due giunsero ad una profondità di 10.912 m. Sia Picard e Walsh che Cameron, si sono avventurati sul fondo della Fossa delle Marianne solo una volta.

Vescovo ha invece effettuato quattro immersioni con il suo Limiting Factor, nelle profondità del Challenger Deep, tra il 28 Aprile ed il 5 Maggio. A queste si aggiunge un’immersione nel Sirena Deep il 7 Maggio. Di queste cinque immersioni ben due, inclusa quella che ha battuto il record di profondità il 28 Aprile, sono state effettuate da Vescovo in solitaria.

 

Lo studio e la mappatura dei fondali: meduse, pesci e plastica

Durante questa missione, come in tutte le altre della Five Deeps Expedition, i ricercatori hanno mappato dettagliatamente l’area della spedizione con un sonar Kongsberg EM124, così da poter individuare i siti di immersione più idonei. Per raggiungere il Challenger Deep Limiting Factor ha impiegato circa 3 ore e mezza ed, una volta giunto, vi è rimasto per circa 3-4 h, il tempo necessario per condurre le ricerche scientifiche. Dopo di che si sono rese necessarie altre 3,5 h per risalire in superficie. Di fatto la missione è quindi durata in tutto circa 11-12 h.

Ma, oltre ad una nuova specie di medusa, pesci e creature abissali, è sconcertante quello che Vescovo ha trovato nel luogo più profondo dei sette mari e dei 5 oceani: una busta di plastica e alcuni involucri di caramelle. Secondo Stephanie Fitzherber, portavoce della spedizione Five Deeps Expedition, questo “materiale sarà analizzato per accertarne la composizione”.

 

La missione Five Deeps Expedition continua: il sogno di Victor Vescovo

La prossima tappa della Five Deeps Expedition è l’Horizon Deep all’interno della Fossa delle Tonga nel Pacifico meridionale. Con 10.882 metri di profondità, la Fossa delle Tonga è la seconda fossa oceanica più profonda al mondo. A causa della piccola differenza nelle profondità misurate tra Challenger Deep ed Horizon Deep, Vescovo ed il suo team vogliono scoprire se la Fossa delle Tonga è effettivamente più profonda della Fossa delle Marianne. Dopo il programma di immersioni nella Fossa delle Tonga, il team di Five Deeps Expedition si fermerà nella Fossa di Puerto Rico e proseguirà poi verso la quinta ed ultima immersione a fine agosto, la Molloy Deep nel profondo dell’Oceano Artico.

Victor Vescovo è determinato nel portare a termine il suo programma di immersioni e di esplorazioni. È in fondo l’uomo che ha raggiunto il picco più alto in tutti e sette i continenti, incluso il Monte Everest. Con il completamento della Five Deeps Expeditions, Vescovo potrebbe diventare la prima persona nella storia ad essere stata in cima a tutti i continenti del mondo, ad entrambi i poli e sul fondale di tutti gli oceani.

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