leonardo origine arabe

Il titolo corretto dovrebbe essere: “Caterina la presunta madre di Leonardo”. Gran parte della vita del più famoso Homo Universalis è presunta, e per quanto moltissimi studiosi di tutto il mondo si occupino a tempo pieno del genio di Anchiano, molto di lui resta e forse resterà sempre avvolta da un manto di mistero.

 

Anchiano? Ma Leonardo non era di Vinci?

Beh, Anchiano per la precisione, è una piccola località fazione di Vinci, immersa nelle dolci colline di ulivi secolari a ovest di Firenze. Qui, intorno la metà del 1400 vi era un podere, tra i possedimenti di ser Piero di Antonio di ser Piero di ser Guido da Vinci. No, non è uno scioglilingua rinascimentale, ma è il nome completo, del padre di Leonardo, a sua volta figlio di Antonio e nipote di Guido, tutti e tre notai di Vinci. Il fatto che fossero una famiglia di notai è sì indicativo per collocarli tra la borghesia benestante trecento/quattrocentesca fiorentina, ma ciò che più interessa a noi, è che il loro mestiere ha fatto sì che a noi giungessero documenti ufficiali riguardo la vita di Leonardo.

Il succitato Antonio, nonno di Leonardo, in un antico libro notarile riguardante la sua famiglia, annota che: “a dì 15 aprile, in sabato, nacque un mio nipote, figliolo di ser Piero mio figliolo”. Precisiamo due cose: la prima è che secondo il calendario gregoriano, non ancora in uso all’epoca, si tratterebbe del 23 di aprile; e la seconda è che, da questo punto in poi, dobbiamo continuare a coniugare il verbo presumere, come dicevamo qualche riga più in alto.

Ho tratto questa mia pillola da varie fonti, tra cui l’appena pubblicato libro “Mona Lisa: The People and the Painting” dello storico dell’arte inglese Martin Kemp, professore dell’Università di Oxford, tra i maggiori conoscitori dell’opera del genio, e dal ricercatore Giuseppe Pallanti.

 

Il mistero che avvolge Caterina

Ma con modesta presunzione ho scelto una mia personale raccolta di versioni che racconta come il venticinquenne Piero, frequentando quella fattoria di Anchiano di sua proprietà, si invaghì di una certa Caterina, giovanissima bracciante con cui ebbe una relazione amorosa. Da tale relazione, nel 1452 nacque un bimbo, battezzato Lionardo.

Ma anche se suo nonno, come visto poco sopra, ne annoterà la nascita, Leonardo sarà comunque un figlio illegittimo, poiché la disparità di ceto sociale tra i due genitori era per l’epoca insormontabile. Per Piero si celebrarono nozze con una donna del suo grado sociale e a Caterina venne subito combinato un matrimonio con un marito che accettasse di buon grado la sua situazione “compromessa”. Leonardo venne strappato alle braccia della madre e (anche se illegittimo) visse i suoi primi anni di vita nella casa paterna di Vinci.

 

Le impronte arabe di Leonardo

Giovanissimo, quando si palesarono le sue doti artistiche, fu mandato a bottega dal Verrocchio …ma questa è storia che si sa e non ci permette di adoperare il verbo presumere, al contrario di studi ormai risalenti al 2006 effettuati sulle impronte digitali che l’artista ha lasciato su 52 fogli e disegni. L’Università di Chieti ha scoperto che il dermatoglifo, cioè l’insieme di solchi e creste cutanee del polpastrello di Leonardo, presenta caratteristiche riscontrabili nel 65% della popolazione araba. Che Caterina fosse una delle tante schiave arrivate dall’oriente?

Dunque il “nostro” Leonardo che recentemente, nel cinquecentesimo anniversario della sua morte è stato al centro di una bagarre su chi possa vantarne la nazionalità, ma che (presumo ancora) il grandissimo genio avrebbe sdoganato come “fuffa”. Perché un uomo già secoli fa, ritenuto “Universalis”, che esportava il suo sapere in giro per l’Europa al miglior offerente e (presumibilmente) con sangue levantino nelle vene, avrebbe dovuto preoccuparsi che cosa ci fosse scritto sulla copertina di un suo fantomatico e anacronistico passaporto?

 

Il presunto ricongiungimento tra Leonardo e Caterina

Ma torniamo a Chaterina (nome, che araba o meno risulterebbe dai suoi di documenti), che visse lontana da Leonardo, e che il genio forse ne soffrì la privazione. Alcuni studiosi, presumono (ancora) di scorgere questo sentimento di mancata figura materna, negli sguardi delle Madonne e delle dame nei suoi meravigliosi dipinti.

Nel 1493 (pare certo stavolta) però si ricongiungerà finalmente al figlio, quando questi era alla corte di Milano. Qui, dopo una lunga malattia vi morirà pure, il 26 giugno 1494. Siamo abbastanza certi di queste ultime notizie, poiché Leonardo annotò le spese, per le cure prima e poi per i funerali di una donna che era in casa sua. Di questa donna non è riportato il nome, ma dai costi del funerale non poteva essere di certo una semplice domestica.