Nell’anno delle celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, alcuni giorni fa, si è svolto a Torino, nelle aule del Conservatorio Giuseppe Verdi, un curioso, ma decisamente interessante concerto, ospite d’onore RobOz.

 

Il nesso tra la musica e Leonardo

Che ci azzecca con Leonardo? C’entra e come, visto che tutto ciò che stimolava la curiosità e le sinapsi del grande genio rinascimentale, lo spingeva a studiare o ad inventare qualcosa. Delle sue macchine ne parleremo in altre sedi, ma molti sicuramente non sanno che Leonardo venne considerato Uomo Universale anche perché oltre alla pittura e la scultura, tra gli altri interessi nella sfera delle arti, vi era pure la musica.

Per allietare le noiose ore di posa a cui sottoponeva le sue modelle, Leonardo assumeva dei musici che suonassero per loro, ma è ancora più interessante il fatto che anche lui fosse un musicista e che (ovviamente) fosse affascinato dallo studio del “suono” e degli strumenti musicali, a tal punto da costruirne alcuni lui stesso. …Ma andiamo per gradi.

Alcune biografie riportano che nel 1482, Leonardo fu inviato da Lorenzo il Magnifico, come musico e diplomatico, alla corte milanese di Ludovico il Moro. Era prassi mandare gli artisti in vece di ambasciatori, come sfoggio di munificenza, ed in questa particolare occasione Leonardo portò in dono al duca di Milano, uno strumento in argento costruito di sua mano: una Lira da braccio, che il Vasari descrive “a forma di teschio di cavallo”. Si tratta di un antenato del violino, appena più grande, ma chiamato ancora col nome di Lira poiché aveva anche due corde fuori dal manico, che venivano pizzicate creando un bordone: ovvero una nota base “tappeto” della melodia.

Anche nel concerto succitato, intitolato “Leonardo: la festa è in musica” era presente una lira, o meglio un’arpa, ma non era né di legno né suonata da un archetto, si trattava bensì di un’arpa laser, suonata da un robot dotato di intelligenza artificiale!

 

RobOz, un musicista artificiale

RobOz, questo il nome dell’automa/musicista, è stato sviluppato, grazie all’uso di componenti “open source” e tecnologie aperte, dai gruppi di ricerca del Politecnico di Torino, supportati dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia e del progetto DREAMO.

Il robot ha suonato l’arpa laser come un novello Jean Michel Jarre (certamente con meno capelli e carisma) e sempre tramite intelligenza artificiale, pure un pianoforte, i cui tasti si muovevano “magicamente” eseguendo brani musicali direttamente (Leonardo scrisse diverse musiche) o indirettamente connessi alla figura del genio rinascimentale. Leonardo scrisse appunto diversi sonetti e brani musicali tra cui “Muovesi l’amante” di cui potete ascoltarne una versione nel film del 1972 con Philippe Leroy.

Ultima curiosità, i giovani allievi del Conservatorio Giuseppe Verdi, si sono pure cimentati in variazioni di scrittura musicale estraendo note da una speciale partitura: quella che il grande genio toscano dipinse nel cartiglio del suo “Ritratto di Musico”, databile intorno al 1485, oggi conservato nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano.

roboz leonardo