mars 2020
Photo Credit: NASA

Continuano i preparativi per la missione Mars 2020, la nuove missione NASA che avrà come obiettivo quello di cercare sul Pianeta Rosso delle tracce di vita, presente o passata che sia. Ma questo non sarà l’unico scopo della missione. Mars 2020 porterà infatti con se un buon numero di strumenti per svolgere test specifici in vista di una futura missione umana su Marte.

Il nuovo rover NASA quindi non si limiterà soltanto alle analisi previste dalla missione per la ricerca della vita e alla raccolta di campioni di suolo marziano da riportare sulla Terra, ma trasporterà su Marte anche un generatore di ossigeno, lo SCHERLOC ed il MEDA; si tratta di strumenti che analizzeranno diversi aspetti per la possibile sopravvivenza dell’essere umano in una eventuale missione marziana.

 

Con Mars 2020 si testeranno anche gli aspetti per la futura missione umana

Il generatore di ossigeno, ovvero, il Mars Oxygen In-Situ Resource Utilization Experiment (MOXIE), è essenzialmente un convertitore di CO2 in O2. Per ora quello che verrà inviato su Marte assieme al Mars 2020 è essenzialmente solo un prototipo in scala ridotta di quello che potrebbe un giorno essere inviato su Marte per fornire ossigeno all’uomo. Se il test su MOXIE dovesse dare buoni risultati, potrebbero infatti essere sviluppati dei generatori più grandi ed efficienti, in grado di sostenere l’essere umano sull’inospitale Pianeta Rosso. L’ossigeno potrebbe inoltre essere fondamentale per garantire la combustione del carburante necessaria ai mezzi per il rientro sulla Terra.

Ma non di sola aria vive l’uomo e molte altre sono le caratteristiche che rendono Marte un posto inadatto all’uomo. Oltre alla mancanza di ossigeno infatti, bisognerà fare i conti con le tempeste di sabbia e le radiazioni solari che continuamente sferzano la superficie di Marte, che non è protetta da un atmosfera come quella terrestre. Sarà necessario quindi, sviluppare delle tute spaziali in grado di proteggere il corpo umano dal terribile ambiente del Pianeta Rosso.

 

Oltre all’ossigeno, tute spaziali e ripari

A questo proposito è stato sviluppato SHERLOC, lo Scanning Habitable Habitments with Raman & Luminescence for Organics & Chemicals. Questo strumento analizzerà direttamente gli effetti delle condizioni di Marte su cinque diversi materiali, quattro diverse tipologie di tessuti per le tute spaziali ed un pezzo di elmetto. SHERLOC analizzerà, grazie alla sua fotocamera sensibile alle radiazioni ultraviolette, l’eventuale degrado che subiranno i materiali campione.

Il terzo strumento invece, Mars Environmental Dynamics Analyzer o MEDA, avrà come scopo quello di raccogliere il maggior numero di informazioni necessarie per costruire un riparo che possa ospitare gli astronauti che faranno parte della probabile futura missione. I dati raccolti da MEDA saranno poi combinati con quelli raccolti da InSight e dai diversi orbiter che gravitano attorno al Pianeta Rosso.

La NASA inizia quindi a guardare Marte con un nuovo occhio, più attento alle estreme condizioni che lo rendono inabitabile, come la sua atmosfera rarefatta, le radiazioni e le tempeste, l’assenza di acqua e le temperature gelide. I nuovi test su questi aspetti e su come l’uomo possa essere protetto da essi potrebbero rivelarci se sarà davvero possibile per l’uomo permanere su Marte, a patto che riesca prima ad arrivarci!