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Il tasso di suicidi negli ultimi anni in diversi paesi del mondo è cresciuto. Se in alcuni di questi per via delle situazioni interne il gesto risulta essere per certi versi più comprensibile, in altri invece no. Negli Stati Uniti per esempio il tasso di suicidio nei giovani è salito di tantissimo tanto che ha raggiunto il punto più alto dal 2000. Si parla di ragazzi tra i 15 e 24 anni, ma a seconda delle fasce di età i numeri cambiano.

Apparentemente questo trend risulta non essere una sorpresa, almeno secondo Nadine Kaslow, professoressa di psichiatria e scienze comportamentali presso la Emory University School of Medicine. Ecco una sua dichiarazione: “Ci sono state una serie di cose di cui le persone hanno parlato ultimamente: una è solo una sorta di aumento dei tassi di dolore psicologico o di disagio psicologico nei giovani – più ansia e più depressione – e penso che sia per una serie di ragioni (cyberbullismo)

Non penso che sia l’uso della tecnologia che è il problema, ma penso che possa essere il modo in cui questo influenza le tue relazioni e il problema del cyberbullismo”, ha detto. “C’è una crescente evidenza ora che il cyberbullismo è associato alla depressione, con autolesionismo e pensieri suicidi e persino la morte per suicidio.”

 

I numeri dello studio

La ricerca che ha preso in esame dati tra il 2000 e il 2017 che provenivano dal Centro statunitense per il controllo delle malattie e la prevenzione delle malattie. La fascia di età tra i 15 e i 19 anni aveva un tasso di suicidi di 8 ogni 100.000 individui nel 2000; nel 2017 questo numero era 11.8. La fascia d’età tra i 20 e i 24 aveva un tasso di 12,5 ogni 100.000 nel 2000 ed è salito a 17 nel 2017. Solo nel 2017 i suicidi nella fascia di età tra i 15 e 24 anni sono stati 6.241.