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Per anni la Cina è sembra un mercato ricco da un particolare punto di vista medico ovvero c’era quasi una sovrabbondanza di donazioni d’organi umani. Qualcuno potrebbe giustificare il tutto sottolineando banalmente che il tutto era dovuto dal fatto che la popolazione del paese supera di gran lunga il miliardo. La risposta in realtà era un’altra e molto più macabra ovvero che gli organi venivano prelevati dai corpi dei prigionieri giustiziati.

Diversi anni fa il governo cinese ammise che era una consuetudine, ma avevano smesso di farlo. Non tutti hanno creduto a questa affermazione tanto che era nato un tribunale indipendente cinese composto da avvocati, esperti di diritti umani e un chirurgo trapiantista. Lo scopo del tribunale era di scoprire se questo prelevamento di corpi stava andando avanti e apparentemente è proprio così.

 

Organi umani dai prigionieri

Ecco la dichiarazione di Sir Geoffrey, uno dei membri di tale tribunale: “La conclusione mostra che moltissime persone sono morte per morte indescrivibilmente orribile senza motivo, e che altre potrebbero soffrire in modo simile. Non vi è alcuna prova che la pratica sia stata interrotta e il tribunale è convinto che stia continuando.

Uno dei dati che risulta anomalo che è stato preso in considerazione riguarda uno studio portato avanti diversi anni fa. Per un periodo di 10 giorni nel 2016 avvennero 640 trapianti d’organo, ma i donatori ufficiali erano solo 30; facendo un rapido calcolo, ogni donatore avrebbe dovuto donare 21 parti del corpo.

Questa ricerca della verità sta proseguendo e se anche la sentenza di questo tribunale non abbia nessuna valenza, la speranza è che gli organismi internazionali si interessino alla questione. Attualmente sembra che ogni anno avvengono 90.000 trapianti di organi e che il valore di tutto questo giro sia di un miliardo di dollari.