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A causa del continuo aumento delle emissioni dei gas serra, l’atmosfera terrestre si sta progressivamente riscaldando. Ciò potrebbe favorire lo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia, come previsto dagli scienziati. Ma secondo uno studio, lo scioglimento dei ghiacci potrebbe generare un aumento del livello del mare maggiore di quanto si pensasse in passato.

Il team di scienziati dell’dell’Istituto Geofisico presso l’Università dell’Alaska Fairbanks si è basato su i dati dell’operazione IceBridge Airborne della NASA. Grazie ad essi hanno mostrato che se la fusione dei ghiacci mantiene il ritmo attuale, l’innalzamento globale del mare potrebbe aumentare da 50 a 160 centimetri. Questi valori, rispetto alle misurazioni precedenti, sono maggiori dell’80%.

 

Le previsioni dei glaciologi

Il team ha effettuato alcune simulazioni per prevedere le conseguenze delle variazioni climatiche sulle calotte polari. Gli scienziati hanno combinato le variabili chiave di terra, ghiaccio, oceano e atmosfera per testare i loro effetti sulla velocità di scioglimento dei ghiacci. Utilizzando i dati relativi allo spessore del ghiaccio forniti da IceBridge lo studio fornisce un quadro più preciso di come le emissioni di gas serra generate dall’uomo potrebbero avere ripercussioni sulla Groenlandia in futuro.

Nel primo caso, senza una riduzione delle emissioni, il team prevede che l’intera calotta glaciale della Groenlandia sarà completamente sciolta entro la fine del millennio. Ciò causerebbe un aumento del livello del mare fino a 7 metri. Nel caso in cui avvenga una riduzione delle emissioni entro la fine del secolo, le previsioni indicano una riduzione dello scioglimento del ghiaccio pari al 57%. Lo studio ha inoltre dimostrato che ghiacciai di fusione potrebbero rappresentare fino al 40% della massa di ghiaccio persa dalla Groenlandia nei prossimi 200 anni.