mutazione-cranio-salute-smartphone

L’uomo si è evoluto dalle scimmie, per dirla in maniera molto terra terra, e continuerà ad evolversi. Questo processo possiamo anche definirlo adattamento e il nostro corpo continua a cercare di adattarsi al nostro mondo il quale risulta essere sempre più frenetico e stressante. Potrebbe essere questa proprio la causa di una mutazione che alcuni esperti hanno registrato in alcuni giovani australiani. Apparentemente alla base del cranio presentano delle ossa sporgenti non presenti nella maggior parte di noi.

Questa anomalia è stata riscontrata analizzando 1.2000 immagini a raggi X di ragazzi e giovani adulti australiani di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Nel 41% dei casi è stato trovato questa protuberanza ossea e si tratta dell’8% in più della media generale. Un’altra stranezza erano le dimensioni ovvero che in alcuni casi erano di appena 10 millimetri mentre in altri arrivava fino a 30 millimetri.

 

Una mutazione del cranio umano

Ecco una dichiarazione di David Shahar, scienziato della salute presso University of The Sunshine Coast: “Lavoro nel settore ad oltre 20 anni e solo nell’ultimo decennio ho scoperto sempre più che i miei pazienti hanno questa crescita sul cranio“. Apparentemente la causa di questo pronunciarsi della mutazione chiamata anche EOP derivi dalle posture sbagliate durante l’uso dei dispositivi tecnologici moderni, come smartphone e tablet per intenderci.

La dichiarazione congiunta di Shahar e del collega Mark Sayers: “Riconosciamo che fattori come la predisposizione genetica e l’infiammazione influenzano la crescita di EOP. Tuttavia, ipotizziamo che l’uso di moderne tecnologie e dispositivi portatili, possa essere il principale responsabile di queste posture e del successivo sviluppo di robuste caratteristiche craniali adattive nel nostro campione.

Considerando che fino a poco più di 10 anni fa questi dispositivi non esistevano e che tali EOP siano iniziati a comparire in queste forme esagerate proprio in questo ultimo decennio, il tutto fa presagire che nel futuro un uso sbagliato potrebbe portare a cambiamenti ancora più radicali.