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Gli asteroidi sono piccoli corpi rocciosi che si trovano all’interno del nostro Sistema Solare. Lo spazio è pieno di questi corpi celesti, ed essi collidono più spesso di quanto peniamo con altri pianeti o satelliti. Il maggior numero di impatti avviene durante la formazione di un pianeta, questi lo plasmano e a volte influenzano le sue caratteristiche chimiche o strutturali.

Queste rocce sono motivo di studio per la NASA. Alcune possono fornire indizi sulla struttura e la formazione del Sistema Solare mentre altre, tra cui Apophis 99942, rientrano nella lista dei NEO (Near Earth Objects). In essa sono presenti tutti i corpi celesti che durante la loro orbita si avvicineranno all’atmosfera terrestre. Per questo gli asteroidi più grandi, nel caso di un possibile impatto, possono rappresentare una minaccia per il nostro pianeta.

 

Un potenziale pericolo

Le osservazioni dell’agenzia spaziale statunitense effettuate nel 2013 hanno escluso la possibilità di un impatto nei prossimi anni. La NASA sta attualmente monitorando l’asteroide Apophis che ha una possibilità su 150.000 di scontrarsi con la Terra nel 2068. Tuttavia, alcuni scienziati presso il programma “Spacefiles” di Amazon Prime, hanno affermato che il nostro pianeta potrebbe presto incontrare una di queste rocce spaziali.

Il presentatore Roger Liddle ha spiegato: “La maggior parte degli impatti è avvenuta quando i pianeti si sono formati per la prima volta. Ad esempio i crateri marziani sono le impronte di detriti primordiali di quattro miliardi e mezzo di anni fa quando il sistema solare era un vortice di corpi in collisione“. Poi ha aggiunto: “L’Australia, secca e geologicamente stabile, è uno dei posti migliori se si vuole trovare un cratere. Come per i crateri di Henbury, che sono stati formati da una roccia che si è rotta in tanti pezzi. Gli impatti di Henbury si sono verificati solo cinquemila anni fa ed è la prova che la Terra e la Luna sono ancora minacciate dai proiettili provenienti dallo spazio“.