Grazie al radiotelescopio sardo, Sardinia Radio Telescope (SRT) è stata individuata quella che può essere definita come un’onda anomala nella galassia di Andromeda. Grazie al radiotelescopio situato in località Pranu ‘e sànguni, nel territorio del comune di San Basilio, in provincia di Cagliari, i ricercatori hanno potuto eseguire la mappatura completa della galassia di Andromeda nella banda delle microonde.

 

Lo studio del SRT nelle microonde: rilevata un onda anomala

I dati raccolti dal SRT, un radiotelescopio alto 64 metri gestito dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), il più grande nel suo genere ed il terzo installato in Italia, sono stati analizzati da un team internazionale di scienziati ed astrofisici. Il lavoro, pubblicato sull’Astrophisical Journal Letter, è stato infatti condotto dal Dipartimento di Fisica de La Sapienza di Roma con la collaborazione della Caltech, dell’università canadese della British Columbia, dell’Istituto di Astrofisica delle Canarie e dall‘Osservatorio Astronomico di Cagliari e l’Istituto di Radioastonomia di Bologna, entrambi dell’INAF.

Grazie a questo studio la galassia di Andromeda, la più grande del Gruppo Locale a cui appartiene anche la nostra Via Lattea, è stata per la prima volta osservata nelle microonde. Fino ad ora infatti la galassia di Andromeda era stata analizzata solo nello spettro delle onde elettromagnetiche, ma mai nel microonde.

Con questa nuova osservazione, i ricercatori sono riusciti ad individuare, oltre alle emissioni elettromagnetiche dovute all’interazione tra il materiale interstellare ed il campo magnetico, anche una particolare onda, definita “anomala”, che sembrerebbe essere in eccesso e che non è spiegabile senza che siano ipotizzati dei nuovi meccanismi di radiazione nella galassia.

Per il momento gli astrofisici ritengano possa trattarsi di un emissione di radiazioni dovuta alla rapida rotazione dei minuscoli granelli che compongono la polvere interstellare della galassia di Andromeda. Ma nulla è ancora certo.

 

Una nuova osservazione per conoscere nuove aspetti della Galassia di Andromeda

Questa nuova osservazione apre quindi la porta a tutta una nuova serie di studi su questa affascinante ed enorme galassia a spirale gigante, che dista circa 2,538 milioni di anni luce dalla Terra in direzione della costellazione di Andromeda, da cui prende il nome. Così grande da essere visibile anche a occhio nudo ed è l’oggetto più lontano visibile senza l’ausilio di strumenti. Conterrebbe circa un bilione di stelle (mille miliardi), un numero molto più alto di quello della Via Lattea e con una magnitudine apparente pari a 4,4, la Galassia di Andromeda è uno degli oggetti di Messier più luminosi.

Ora grazie a questi nuovi studi è finalmente possibile osservare la galassia di Andromeda nella sua totalità e potremo acquisire nuove informazioni e conoscenza sulla sua formazione stellare, sul suo campo magnetico e sulla possibilità che vi siano delle emissioni, nella banda delle microonde, provocate da molecole d’acqua.