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Quasi quattro miliardi e mezzo di anni fa, la vita avrebbe avuto una possibilità di svilupparsi su Marte. In quel periodo infatti, i giganteschi asteroidi smisero di bombardare la superficie stremata del Pianeta Rosso. Dopo che i pianeti si formarono nel Sistema Solare, il numero dei meteoriti giganteschi che sfrecciano per il nostro sistema planetario, bombardando i pianeti, diminuì in modo considerevole. Questo periodo di relativa quiete spaziale avrebbe permesso la formazione, lo sviluppo e la permanenza della vita.

 

Un periodo tranquillo che avrebbe permesso la vita su Marte

Secondo alcuni scienziati però, questa finestra temporale, apertasi tra 4,2 e 3,5 miliardi di anni fa (ovvero 500 milioni di anni prima dei primi abbozzi di vita sulla Terra), sarebbe stata interrotta per alcuni pianeti da un nuovo bombardamento di asteroidi di grandi dimensioni circa 3,8 miliardi di anni fa.

In questo nuovo studio i ricercatori hanno analizzato, a livello atomico, i minerali più antichi provenienti da meteoriti che si schiantarono probabilmente nella zona degli altopiani meridionali di Marte. Dai dati ricavati dalle analisi è emerso che questi minerali si sono formati cristallizzandosi sulla superficie marziana.

Confrontandoli con le aeree di impatto sia terrestri che lunari, hanno anche scoperto che oltre l’80% dei grani di cristallizzazione dei minerali, sono stati modificati dalla pressione estrema e dalle alte temperature. Secondo i ricercatori si sarebbero formati quindi dopo che i grandi meteoriti smisero di bombardare la superficie di Marte.

Questo significa che il periodo in cui Marte sarebbe stato abitabile, ovvero quando i meteoriti hanno smesso di cadere, coincide anche con il periodo in cui sul Pianeta Rosso era abbondante anche l’acqua. Questo è ciò che emerge dallo studio recentemente pubblicato sulla rivista Nature Geoscience.

 

L’impatto dei meteoriti avrebbe accelerato il rilascio dell’acqua

Come ha affermato Desmond Moser, autore dello studio e professore associato presso il Dipartimento di Scienze della Terra e Geografia della Western University, “l’impatto di meteoriti giganti su Marte, tra 4,2 e 3,5 miliardi di anni fa, potrebbero aver effettivamente accelerato il rilascio di acqua dall’interno del pianeta, preparando il terreno per le reazioni che avrebbero portato alla formazione della vita. Questo lavoro potrebbe quindi indicare delle zone su Marte in cui ottenere dei campioni” che contengano tracce di vita passate.

A perlustrare questi luoghi preziosi, potrebbe essere tra poco il rover della NASA Mars 2020, il cui lancio è previsto per la prossima estate. Tra gli obiettivi primari della missione infatti, oltre a studiare l’abitabilità di Marte, vi è anche la ricerca di tracce di vita nel passato di Marte. È inoltre prevista la raccolta e lo stoccaggio di campioni geologici per consentire a una futura missione di portarli sulla Terra col fine di analizzarli accuratamente, e magari potrebbero essere raccolti proprio nelle zone indicate da questo studio.