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L’uranio è un elemento radioattivo e come tutti gli elementi di questi genere è meglio non averne nessun contatto. Al contrario di quello che ci hanno insegnato certi fumetti e film, gli elementi radioattivi non ci danno super poteri, ma piuttosto indicibili sofferenze. Detto però al giorno d’oggi non è così difficile che qualcuno finisca per venir intossicato da un elemento del genere anche perché il 10% dell’elettricità nel globo deriva proprio da lui.

Per curare il cancro a volte bisogna ricorrere alla chemioterapia che è un trattamento particolarmente invasivo che possiamo vederlo come un avvelenamento del corpo atto a distruggere le cellule malato e che nel contempo colpisce anche quelle sane. In caso di intossicazione da uranio i trattamenti risulti più o meno simili ovvero tossici e spesso anche inefficienti. Se l’umanità vorrebbe puntare di più su questa fonte energetica dovrebbe migliorare alcuni aspetti e tra questi dovrebbe esserci l’assistenza alle persone.

 

Un trattamento per l’avvelenamento da uranio

Apparentemente alcuni ricercatori cinesi sono stati in grado di sviluppare un trattamento che al momento si è già rivelato piuttosto efficace con i topi da laboratorio. Si tratta di un artiglio molecolare il quale è in grado di fare presa sugli atomi di uranio nel tessuto animale. Ovviamente come molti studi di questo genere siamo solo all’inizio, ma le premesse sono buone.

Come detto venir a contatto con questo elemento, in grandi quantità tali che il corpo non riesce ad eliminarlo da solo e in fretta, è difficile, ma i casi esistono. Un esempio è quello che è successo in una città indiana dove le falde acquifere sono risultate contaminate da questo elemento; la città si chiama Punjab.