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Il tracking degli animali è una pratica comune soprattutto verso quelle specie che vivono in habitat particolari come il circolo polare artico. Proprio in questa zona dei ricercatori avevano applicato tale tecnologia ad un esemplare di volpe artica. Il risultato ha sorpreso tutti visto che in neanche tre mesi l’animale ha percorso 4.350 chilometri; la media al giorno erano di quasi 50 chilometri, ma per compensare alcuni giorni di magra in altri è arrivata a farne addirittura 160.

All’inizio i ricercatori hanno pensato ad un errore dei dati, ma col passare dei giorni hanno concordato che era giusti. La volpe ha semplicemente intrapreso un viaggio lunghissimo, dalla Norvegia al Canada, che di per sé non è strano, ma averlo fatto in meno di 90 giorni lo è. Purtroppo in un’isola canadese della regione del Nunavat il segnale ha smesso di venir trasmesso.

 

La volpe artica e il lungo viaggio

Le volpi di questa zona vengono tutte chiamate volpi artiche, ma in realtà ci sono gruppi diversi ben distinguibili; l’esemplare tracciato era una volpe blu. L’esame del DNA di queste specie ha sempre evidenziato come ci siano stati diversi incroci tra le varie popolazioni, questo a sottolineare come un viaggio del genere non è strano.

Tornando a questo particolare esemplare, la velocità ha fatto impazzire gli scienziati visto che un altro esemplare tracciato ci aveva messo quasi sei mesi, il doppio del tempo. L’ipotesi era che qualcuno gli avesse dato un passaggio su un barca, ma l’esame delle traccie sul ghiaccio ha evidenziato che invece si è fatta tutta la distanza a piedi. Un viaggio straordinario che però potrebbe essere stato intrapreso per mancanza di cibo.