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Quando si parla di obesità entrano in campo diversi fattori. Com’è come non è, dal 1975 a livello globale il numero di obesi si è triplicato. Escludendo casi in cui esiste una patologia particolare, la colpa la si da prevalentemente allo stile di vita e quindi anche alla dieta, ma dietro c’è di più. I geni svolgono un ruolo in questo e a ribadirlo ancora una volta è uno studio su larga scala la cui pubblicazione risulta alquanto recente, ovvero il giovedì appena passato.

 

L’obesità e i geni

Normalmente lo standard che viene usato per definire qualcuno obeso è l’indice di massa corporea, o abbreviato BMI; se il valore risulta essere tra 25 e 30 allora si è sovrappeso. Le persone all’interno di questo range di valore erano il 4% negli anni ’70, ma da allora qualcosa è cambiato. Il valore è salito addirittura al 13% e se vogliamo scomporlo, è aumentato dell’11% per gli uomini e del 15% per le donne. Questi numeri riguardano le persone sopra i 18 anni, ma se guardiamo ai bambini il dato è peggiorato ancora di più. Si è passati sempre dal 4% al 18% del 2016.

La colpa la si potrebbe dare al cambiamento della società, al maggior benessere economico e alla facilità con cui adesso si può avere accesso al cibo spazzatura, ma non solo. Come detto i geni fanno la loro parte. Ci sono delle mutazione genetiche che favoriscono l’aumento di peso e queste erano già state viste in passato. Il fenotipo, ovvero la parte di DNA nota come genotipo che interagisce con gli stimoli esterni, sta rendendo più semplice accumulare peso; si parla di ambiente obesogenico. Sostanzialmente è tutto collegato e finché un individuo manterrà uno stile di vita malsano allora anche i suoi geni si abitueranno e il risultato sarà sempre peggio.