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Come sappiamo le acque dei mari, e degli oceani, di tutto il mondo sono infestate dalla plastica. La nostra spazzatura sta avendo diversi effetti negativi. Finché non si degrada è un pericolo per i grossi animali, sia perché la mangiano sia perché ci rimangono impigliati e incastrati. Nel momento in cui si disgrega diventa un problema per i pesci più piccoli e di conseguenza anche per quelli a che loro volta si nutrano di loro e anche per noi visto che poi finiscono sulle nostre tavole.

Un recente studio al quanto particolare ha voluto esaminare tutte le segnalazioni riguardanti squali e razze ingarbugliate dai rifiuti plastici. Sono stati esaminati gli studi scientifici, ma anche delle semplici segnalazioni su Twitter. Il risultato è che finora sono stati registrati 1000 casi di esemplari in queste condizioni ed è logico pensare che il numero sia molto più grande in realtà.

 

Plastica: un pericolo per gli squali ed altri animali

Ecco una dichiarazione di Kristian Parton del Centro per l’Ecologia e la Conservazione di Exeter’s Penryn Campus in Cornovaglia: “Un esempio nello studio è uno squalo mako con una corda da pesca avvolta strettamente attorno ad esso. Lo squalo aveva chiaramente continuato a crescere dopo essere stato impigliato, così la corda. che era coperta di cirripedi. aveva scavato nella sua pelle e danneggiato la sua spina dorsale.

Le parole del Professore Brendan Godley: “A causa delle minacce di pesca eccessiva diretta di squali e razze e di catture accessorie (cattura accidentale durante la pesca di altre specie), la questione l’entanglement è forse andato un po’ sotto il radar. Abbiamo deciso di porre rimedio a questo problema: il nostro studio è stato il primo a utilizzare Twitter per raccogliere tali dati e i risultati del sito di social media hanno rivelato implicazioni di specie, e in alcuni luoghi, non riportate nei documenti accademici.