cambiamenti-climatici-censura-usa

Ci sono paesi più di altri che vedono nelle teorie e negli studi legati ai cambiamenti climatici solo un modo per rallentare la crescita economica dei paesi. Un esempio può essere tranquillamente gli Stati Uniti che grazie al loro presidente si sono ritirati dall’Accordo di Parigi. Fa parecchio strano vedere un paese del genere rinnegare la conoscenza portata da molti ricercatori che sono passati per quelle terre. In ogni caso, se la scelta di Trump di uscire dall’accordo sopracitato è sicuramente una scelta scellerata, la censura è anche peggio.

Apparentemente si è scoperto che in alcuni studi legati ai cambiamenti climatici portati avanti dallo United States Geological Survey, o USGS, sono stati omessi dettagli importanti su uno studi condotto da loro stessi. Il focus della ricerca era l’effetto dei cambiamenti climatici sul livello degli oceani e l’impatto sulle coste della California. In realtà era così perché nel momento della divulgazione del risultato finale il tutto è stato distorto.

 

Gli Stati Uniti, i cambiamenti climatici e la censura

Secondo lo studio il danno per lo stato, che tra l’altro risulta essere uno dei più ricchi al mondo preso singolarmente, il danno dell’innalzamento potrebbe arrivare a costare al paese ben 150 miliardi di dollari per il 2100 e in ogni caso ci sono a rischio oltre mezzo milione di persone. Già solo per il 2040 il danno potrebbe arrivare a 30 miliardi di dollari e oltre 150.000 persone.

Questo è quello che diceva lo studio originario, ma nel momento della pubblicazione non è stato fatto riferimento ai cambiamenti climatici. Nel comunicato si parla solamente di come nei prossimi anni si sarebbero presentati per gli enti governativi e commerciali grosse possibilità di guadagno dovute alla necessitò di nuove panificazioni per le infrastrutture future. Secondo un’indagine questo cambiamento nella pubblicazione è dovuto all’amministrazione Trump la quale ha fatto sapere che non erano autorizzati a fare riferimento a tale fenomeno.